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Dinamico, molteplice, contemporaneo. Ecco il nuovo volto del Museo Novecento di Firenze

di - 21 Aprile 2018
Il nuovo volto del Museo Novecento di Firenze si esprime nell’installazione sulla cancellata esterna, una scritta che riporta la parola sacra “Museo”, in dialogo con piazza Santa Maria Novella e progettata da Paolo Parisi in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ma le novità aspettano anche e soprattutto all’interno. Un nuovo piano di valorizzazione, con l’allestimento ragionato delle collezioni permanenti e un programma potenziato per le mostre temporanee. Insomma, tutto pronto per il taglio del nastro di un rinnovato Novecento che, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, punta su un doppio percorso strategico. Da un lato, il recupero degli spazi, che coinvolgeranno tutti gli ambienti del complesso delle ex Leopoldine, dedicati alle mostre temporanee e ai focus incentrati su temi specifici, dall’architettura alla grafica. Dall’altro, il miglioramento dell’esperienza fruitiva, per garantire la valorizzazione del percorso espositivo, in cui spicca il lascito Alberto Della Ragione, donata al Comune di Firenze nel 1970 e considerata una delle più grandi raccolte d’arte contemporanea italiane, con opere, tra i molti altri, di Emilio Vedova, Mario Sironi, Marino Marini, Enrico Prampolini, Giorgio Morandi. Proprio quella che è considerata una delle più grandi raccolte d’arte contemporanea italiane, sarà oggetto di risistemazione, tenendo presente generi e temi.
Oggi, 21 aprile, sarà presentata anche “Il disegno dello scultore”, mostra ideata da Risaliti e curata da Eva Francioli, Francesca Neri e Stefania Rispoli, prima di una serie di esposizioni che si focalizzeranno sul disegno come espressione creativa, madre di tutte le arti. La mostra, visitabile fino al 12 lugli, è allestita nelle sale al primo piano e sono presentate opere grafiche di Adolfo Wildt, Jacques Lipchitz, David Smith, Louise Bourgeois, Luciano Fabro, Rebecca Horn e Rachel Whiteread, alternando figurazione e astrazione, studi sul corpo e indagini sullo spazio, schizzi e progetti, dagli inizi del ‘900 fino ai giorni nostri.
In presentazione anche “Paradigma. Il Tavolo dell’architetto”, progetto curato da Laura Andreini, che vede protagonista il neo direttore del Padiglione italiano alla prossima Biennale di Architettura, Mario Cucinella, e ancora la prima mostra italiana dell’artista tedesca Ulla von Brandenburg, “Di un sole dorato”, curata da Lorenzo Bruni. Ci sarà spazio anche per una rassegna video, “Il corpo è un indumento sacro”, ideata da Beatrice Bulgari, per In Between Art Film, e curata da Paola Ugolini.
Marco Bagnoli, Paolo Masi, Maurizio Nannucci e Remo Salvadori danno invece vita a “Grafts”, progetto che, in occasione del riallestimento della collezione del Museo Novecento, vede le opere dei quattro artisti fiorentini in stretto rapporto con l’architettura rinascimentale dell’ex Ospedale delle Leopoldine.
«Il Museo Novecento ha creato nuova energia e nuove condizioni per rinnovare il dibattito e la creatività. Negli ultimi anni il rapporto col contemporaneo in città è senza dubbio cresciuto e si è arricchito. Ora, il “nuovo” Museo Novecento sarà uno spazio giovane e originale nel panorama cittadino, che raccoglie la migliore eredità dei nostri collezionisti ma con lo sguardo rivolto al futuro», ha detto il sindaco, Dario Nardella. «Il Museo a cui pensiamo è una realtà fluida, un laboratorio e una palestra; un’istituzione multitasking, che genera molteplici esperienze e pratiche, e predilige la dinamicità alla immobilità. Senza mai tralasciare la ricerca e l’approfondimento, il Museo Novecento sarà luogo di meraviglia e scoperta per i bambini, i giovani, le famiglie. E quando possibile si sposterà con le sue collezioni e opere perfino nelle scuole e nelle case, negli ospedali e nei luoghi di detenzione, per ridurre la distanza tra l’arte e la vita», ha spiegato Risaliti.

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