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Interessante coincidenza. Il progetto presentato per la prossima Biennale di Venezia tratterà proprio la rinegoziazione dei BISOGNI/NEEDS. Rinegoziare i propri bisogni significa poter fare a meno di modelli di crescita (economica ma non solo) che hanno portato ad una saturazione-fallimento.
Ecco il progetto aperto a tutti: http://www.kremlino.blogspot.com
Si parla di decrescita sostenibile da anni: Latouche sosteneva l'utilità di un cambio di paradigma già prima che la crisi economica facesse sentire i propri effetti, credo almeno dal 2004. La politica ha acquisito consapevolezza in ritardo, in tutto il mondo occidentale, e stenta a trovare ricette risolutive per fronteggiare un'emergenza che a volte è stata deliberatamente sottovalutata. La massa è rimasta serena e tranquilla, vivendo spesso al di sopra delle proprie possibilità, finché non è stata bruscamente risvegliata e costretta a enormi sacrifici dal precipitare della crisi. Ora proliferano i movimenti e le iniziative dal basso: è un bene che i cittadini siano attivi e partecipi. Il problema è che spesso non sono animati da spirito solidale, ma dalla necessità di tutelare i propri interessi. Se i piccoli egoismi prevalgono sul bene comune, saranno purtroppo i nuovi populismi e gli agitatori di piazze i protagonisti di questo momento storico. Il 2012 sembra l'anno in cui il mondo dell'arte cerca di sintonizzarsi con il clima socio-politico e con la realtà circostante. Succede per inerzia, per necessità o per deliberata scelta? Sarebbe interessante discutere sulle modalità e sulle strategie da mettere in atto affinché l'arte possa contribuire effettivamente al miglioramento della società. Come la politica, l'arte può avere un ruolo importante di indirizzo e di guida nei processi di evoluzione sociale. Purtroppo spesso, come fanno i politici, gli artisti ricercano il consenso del pubblico assecondando i suoi bisogni e le sue aspettative, senza avere il coraggio di avanzare proposte concrete.
Caro Vincenzo,
giustissimo quello che dici, l'arte non può cambiare il mondo ma aumentare radicalmente il grado di coscienza e consapevolezza. Questa funzione può essere molto più utile della politica che invece deve seguire anche il compromesso.
Quindi non si tratta di aggiustare modelli che non funzionano quanto rinegoziare i propri bisogni per poter fare a meno di questi modelli. Questo è il punto che la biennale di berlino non ha capito. Senza poi avere alternative concrete, cosa propongono e cosa vogliono questi indignatos dell'arte???
Vediamo cosa farà docuementa 13 che sembra centrata rispetto ai propositi.
LR
Biennale di venezia: http://www.kremlino.blogspot.com
dOCUMENTA 13: http://whlr.blogspot.it/2012/04/blog-post_23.html