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Dopo 20 anni riapre al pubblico la collezione Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

di - 16 Luglio 2019
Il MANN-Museo Archeologico Nazionale di Napoli prosegue nel suo progetto di restituzione delle collezioni conservate nei depositi o inaccessibili e annuncia l’apertura di nuove sale. Si tratta della sezione Magna Grecia che, dopo 20 anni, torna fruibile in 14 sale dalla spettacolare pavimentazione in mosaici romani.
Nelle sale collocate al primo piano del museo, la colonizzazione greca d’Occidente è raccontata attraverso 400 reperti tra ori, ceramiche e affreschi, che vanno dall’VIII al III secolo a. C. L’esposizione di questa collezione è stata possibile grazie al riassetto dell’area occidentale dell’edificio. «Era dal 1996 che quest’area attendeva di essere restituita al pubblico. È un unicum mondiale nell’archeologia museale», ha raccontato Paolo Giulierini, direttore del museo. I reperti, che provengono quasi tutti dai depositi del museo, costituiscono solo il 30% del patrimonio conservatovi, un dato che ricorda la ricchezza dei magazzini.
Con la direzione scientifica di Marialucia Giacco e un percorso espositivo firmato da Andrea Mandara e Francesca Pavese, l’esposizione è dedicata a Enzo Lippolis, l’archeologo scomparso lo scorso anno. I circa 2mila metri quadri delle sale collocate al primo piano sono caratterizzate da mosaici provenienti da Ercolano, Pompei, Stabiae, Capri, che saranno così portati a nuovo splendore, consentendo ai visitatori di poter letteralmente «passeggiare sulla storia», come suggerisce lo stesso direttore ma occhio alle scarpe. Sarà necessario indossare, infatti, appositi copri-scarpe per tutelare la pavimentazione musiva originale.
Dalle statuette votive degli insediamenti di Ischia e Cuma alle terrecotte architettoniche provenienti da Metaponto, fino all’affresco tombale delle cosiddette Danzatrici, passando per numerosi crateri a figure nere ed elmi e pettorali in bronzo, il percorso espositivo racconta le radici dell’Italia meridionale. «Questo itinerario è come un portale della conoscenza, che da Napoli conduce a tutti i tesori del Mezzogiorno, così come era nel disegno borbonico di re Carlo», ha affermato Giulierini. Si tratta di una collezione di rilevanza internazionale che finalmente consente di essere apprezzata a pieno.
Sempre per motivi conservativi, l’accesso alle sale sarà regolamentato da turni di ingresso di 40 unità ogni 20 minuti. (Veronica Cimmino)

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