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Dopo l’Expo, resta il Pavilion: l’ archi-seme della cultura sostenibile e della socialità, firmato Michele De Lucchi, si mostra ufficialmente

di - 20 Luglio 2015
A Milano, nella Piazza Gae Aulenti  (cento metri di diametro), nel cuore antico di Porta Nuova,  incastonato tra la Torre Uncredit di Cesar Pelli, (altezza 231 metri, il grattacielo più alto d’Italia), le due Torri, una di 24 piani (110 metri ) e l’altra di 17 (76 metri), che costituiscono il Bosco Verticale di Stefano Boeri, con un totale di 900 alberi sulle terrazze, l’adiacente Wheatfield, il campo di grano dell’artista Agnes Denes (mietuto la settimana scorsa), in 10 mesi di lavoro è germogliato un imponente, ma  non invadente “archi-seme” sull’area delle ex Varesine: è l’UniCredit Pavilion di legno e vetro, curvilineo e suadente (22 metri di altezza) firmato, arredi degli interni compresi, da Michele De Lucchi e che alimenta l’immaginazione di futuri possibili.
Stamattina, al terzo piano del nuovo edificio (realizzato con materiali naturali, sostenibili e a consumo zero del territorio), nella Greenhouse, location di oltre 500 metri quadrati destinata a meeting, cene, cocktail ed esposizioni o eventi di business, hanno inaugurato lo spazio polivalente e l’auditorium al piano terreno (mille e 400 metri quadrati su tre piani), il neo-vicesindaco Francesca Balzani, Michele De Lucchi, Giuseppe Vita (Presidente Unicredit), Federico Ghizzoni (Amministratore Delegato Unicredit) e il “vicino di casa” Roberto Maroni (Presidente Regione  Lombardia); l’entusiasmo è alle stelle e si può dire con orgoglio che Milano non è mai stata così dinamica e bella.
Il Pavilion, (costato circa 23milioni di euro) è accogliente, con forme arrotondate, una struttura organica che mette in relazione l’interno e l’esterno. Dentro ci si sente protetti e  coccolati dal comfort. Questo effimera, ma solida struttura, realizzata con centine in legno tutte fatte a mano, di misure e curvature diverse e tecniche costruttive innovative dal Gruppo Italiana Costruzioni S.p.a, impresa presieduta da Attilio Maria Navarra, appoggiato su un parcheggio sotterraneo, si contrappone alle avveniristiche torri di vetro specchianti, icone della post-modernità, e sorprende per una poetica leggerezza, che di sicuro piacerebbe a Italo Calvino. L’edificio, come dicevamo, è progettato da Michele De Lucchi, architetto e designer, cresciuto all’ombra della cultura radicale post ’68, dal volto saggio con folta barba brizzolata, un mix tra lo scrittore emaciato Fedor Dostoevskij e il filosofo-economista Karl Marx, che ha commentato: «È un seme senza radici che non consuma spazio, appoggiato sul parcheggio sottostante, come un soprammobile che stimola  l’immaginazione di chi lo guarda. A certi evoca un armadillo, altri lo paragonano a un nido oppure a un maggiolino, è una “cosa” che alimenta la fantasia». Il Pavilion è un modello di innesto tra  tradizione e innovazione, in legno: un materiale antico, caldo, che evoca l’essenza della vita, utilizzato nel passato per la costruzione dei teatri e padiglioni delle prime fiere nazionali e universali e, non dimentichiamolo, anima per i mobili dagli artigiani lombardi, diventati marchi e imprese familiari, ambasciatori dello stile italiano nel mondo, come Cassina che ha realizzato le sedute della Greenhouse, disegnate sempre da De Lucchi. Questo spazio della socialità, flessibile, aperto anche ai giovani con progetti innovativi da lanciare sul mercato internazionale, concepito come un “corpo organico” e fertile di incontri e relazioni tra i cittadini, impresa e la cultura progettuale milanese aperta a scambi internazionali, si adegua a diverse funzioni, e ospiterà convegni, concerti, esposizioni di arte, moda e design. Al piano terra c’è un’installazione di sculture commestibili dal titolo Nutriamo la fantasia di Dorothée Selz, protagonista dell’Eat Art, (movimento creato da Daniel Spoerri), e autrice di monumentali sculture a forma di spirali, di polistirolo, ricoperti con 500 chili di zucchero colorato, infilzati con diecimila spiedini preparati da chef stellati coordinati da Carlo Cracco “assaggiati” stamane dai partecipanti alla conferenza stampa, e questa sera ai fortunati invitati all’happening gastronomico.
Attenzione: il Pavilion aprirà i battenti al pubblico il 28 luglio alle 21.30 con il concerto fotografico “Sinfonie in Scena”, ideato e prodotto da Tullio Mattone in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, condotto dall’attore Giancarlo Giannini, con musiche eseguite live dall’Orchestra Filarmonica italiana -OFI con la partecipazione delle cantanti Chiara Civello e Emanuela Loffredo. Arrangiamenti  d’orchestra saranno a cura di Maurizio Abeni. Mettete in agenda l’appuntamento, l’accesso è libero e per chi dovesse arrivare tardi, potrà godersi  lo spettacolo anche all’esterno, grazie alla proiezione sulle due Ali, apribili e lunghe 12 metri, dotate di maxischermi affacciati sia sul Parco che su Piazza Gae Aulenti: lo spazio sociale più vivace, eterogeneo, multietnico e glamour di Milano, tra  il quartiere Isola e la stazione di Porta Garibaldi, è arrivato nel distretto del futuro già presente. (Jacqueline  Ceresoli)

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