Volete farvi un regalo da 10 milioni di dollari per chiudere in bellezza l’anno? Non dovrete far altro che indossare i panni del novello Sherlock Holmes e scoprire che fine hanno fatto le 13 opere rubate dall’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.
Il museo venne fondato nel 1896, quando Isabella Stewart Gardner, filantropa e ricca ereditiera, incaricò l’architetto Willard T. Sears di progettare una casa museo ispirata a Palazzo Barbaro di Venezia, per allestire la sua ricchissima collezione, più di 2500 opere, tra dipinti, sculture, arazzi e lavori di arte applicata. Nelle sale, trovano spazio quadri di Botticelli, Giotto, Michelangelo, Piero Della Francesca, Raffaello e, negli ultimi anni, sono state organizzate anche molte mostre di arte contemporanea, con personali di Stefano Arienti, Luigi Ontani, Sophie Calle, Luisa Rabbia, tra gli altri.
E proprio questa fu la scena del più imponente furto d’arte nella storia degli Stati Uniti, quando, nella notte del 18 marzo del 1990, due uomini travisati da poliziotti entrarono nel museo, riuscendo a trafugare 13 opere, per un valore complessivo stimato in 500 milioni di dollari, tra cui alcuni schizzi di Manet e Degas, tre dipinti di Rembrandt, di cui uno poi attribuito ad altro artista, e soprattutto il Concerto a tre di Vermeer, il cui valore è di circa 200 milioni di dollari. La notizia del «più grave reato contro la proprietà negli Stati Uniti» ovviamente destò enorme scalpore e del caso se ne occupò l’FBI, che rintracciò anche i due ladri, legati all’ambiente della criminalità organizzata bostoniana, ma non le opere, ancora disperse e, secondo le ricostruzioni, nascoste da qualche parte non troppo distante da Boston. A maggio, il museo ha alzato la ricompensa per il recupero delle 13 opere a 10 milioni di dollari ma dovrete affrettare le vostre indagini, perché dal primo gennaio tornerà a soli 5 milioni.