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Due frecce appaiono su un’opera di Jean-Michel Basquiat. Parte la ricerca ai disegni nascosti

di - 2 Gennaio 2019
Due disegni tracciati con una vernice sensibile alla radiazione ultravioletta, quindi invisibili a occhio nudo, sono stati scoperti su un’opera di Jean-Michel Basquiat, Untitled del 1981, nel corso di una indagine di routine per confermarne la datazione. A osservarli, probabilmente per la prima volta dalla loro realizzazione, la restauratrice Emily Macdonald-Korth, alla quale era stato commissionato l’incarico. Ed è stato proprio durante i lavori che i disegni sono emersi, illuminati dalla luce di una torcia UV, normalmente usata per individuare i diversi strati di vernice e gli altri segni che indicano interventi successivi di restauro. Si tratta di due frecce, simili alle altre in rosso e in nero già normalmente visibili. Non è chiaro se i disegni nascosti possano essere considerati come una sorta di preparazione per il dipinto oppure come parte del lavoro completo.
In effetti, non è l’unico caso in cui Basquiat ha utilizzato un pigmento fluorescenti. Già nel 2012, Sotheby’s London ha scoperto che Orange Sports Figure del 1982 – opera realizzata peraltro pochi mesi dopo quella analizzata da Macdonald-Korth – conteneva una firma a inchiostro invisibile, con il nome dell’artista nell’angolo in basso a destra. Nel 1981, il giovane Basquiat si era appena distaccato dal graffitismo e, dopo aver partecipato alla importante collettiva “Times Square Show”, che riuniva gli artisti emergenti più interessanti del momento, aveva iniziato a frequentare abitualmente gli ambienti intellettuali della New York più all’avanguardia, fino a essere coinvolto da Diego Cortez per “New York/New Wave”, al MoMA PS1.
Macdonald-Korth sospetta che disegni nascosti potrebbero apparire anche su altre opere di Basquiat, per esempio, su una delle più famose, Poison Oasis, anch’essa del 1981 e animata dalla stessa tipologia di frecce. «Chiunque possegga un Basquiat dovrebbe avere anche con una torcia UV. È così emozionante vedere qualcosa che è letteralmente invisibile ma che l’artista ha messo lì apposta», ha commentato Macdonald-Korth. La ricerca è aperta.

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