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Estate al Palais De Tokyo, con un parco giochi d’artista e un’installazione di Laure Prouvost

di - 26 Giugno 2018
Il Palais de Tokyo si trasforma in un parco giochi per tutte le età, dando il via alla stagione estiva con la mostra “Encore un jour banane pour le poisson-rêve”, che accoglie artisti come Yuichi Yokoyama, Kiki Smith, Jean-Marie Appriou, Tomoaki Suzuki, Petrit Halilaj, Anna Hulačová e Megan Rooney ma anche artigiani, con un tocco tutto giapponese. Si tratta di una dimensione dell’infanzia più mentale che ludica, in cui le opere e gli spazi la evocano per dire che è un momento vissuto diversamente da ognuno ma per tutti rappresenta un periodo d’iniziazione.
Nella grande hall del centro d’Arte Contemporanea, ad accogliere il publico c’è De qui sont ces manches (2018), un insieme di sculture in zucchero colorato di Sabrina Vitali, un vero richiamo all’infanzia che, risvegliando i sensi, mettono subito il pubblico in relazione con il luogo. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondation Bettencourt-Schueller, è stata concepita dall’artista francese Clément Cogitore che l’ha immaginata insieme a diversi artigiani, come Ghislain Moret de RochepriseAtelier Lithias coinvolti per l’opera The Enigma. Si tratta di una porta monumentale accompagnata ai lati da due sfingi scalfite all’identico, un passaggio obbligato per questo viaggio intorno all’infanzia. Ci sono altre porte, come quella della desolazione o quella rossa che rimanda a un sipario teatrale ma anche le camere della malinconia o della premonizione. La prima stanza accoglie colorati personaggi fantomatici, cinque grandi murales in lana di Caroline Achaintre, per passare poi al bellissimo video Lake Valley (2016), di Rachel Rose. L’artista statunitense, classe 1986, attraverso un disegno animato intercalato da originali collage, esplora i vari momenti della giornata di un cagnolino, tra fantasia e realtà, parlandoci della solitudine nell’infanzia. Archetipi e figure leggendarie non mancano, così come il leviatano o il clown, vedi l’opera Vocabulary of Solitude (2014-2016) di Ugo Rondinone, composta da quaranta coloratissimi pagliacci che rappresentano ognuno uno stato d’animo diverso come riflessione, sogno o tristezza.
Ciliegina sulla torta, “Ring, Sing And Drink For Trespassing”, una mostra personale di Laure Prouvost, artista che rappresenterà la Francia alla prossima Biennale d’Arte di Venezia. L’installazione è introdotta da un corridoio, a mo’ di ambiente gitano, coperto da arazzi, poi da una rete metallica e da oggetti vari, per sboccare su una sorta di piazza con tanto di fontana centrale dove, al posto di putti, troviamo seni rosa. In questo paesaggio post-apocalittico, ci sono video, scritte varie, scalette e fessure che stimolano la libera deambulazione del pubblico. Una scenografia che l’artista francese ha concepito in collaborazione con Diogo Passarinho. La mostra al Palais de Tokyo, che si chiude il 9 settembre, fa parte della manifestazione “Japonismes 2018: les âmes en résonance”, che festeggia il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Francia. (Livia De Leoni)

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