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Falsi Modigliani a Genova. Al via l’indagine internazionale, mentre Sgarbi dice la sua

di - 2 Marzo 2018
Le indagini sui falsi di Amedeo Modigliani continuano e si spostano oltre confine. La procura di Genova ha presentato la richiesta di rogatoria internazionale per acquisire maggiori informazioni sulle ventuno opere in esposizione a Palazzo Ducale, nell’ambito della mostra dedicata a Modì, chiusa con alcuni giorni di anticipo, il 14 luglio. A essere coinvolta, le polizie di Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera, che stanno recuperando documenti e certificati e interrogando le persone informate sui fatti, che potrebbero essere sentite come testimoni anche dal procuratore Paolo D’Ovidio e dal sostituto Michele Stagno.
Tutto iniziò questa estate, quando, contro la mostra curata da Rudy Chiappini, ex direttore del Museo d’Arte di Lugano, si scagliò Carlo Pepi, collezionista e studioso di Modigliani di chiara fama che, dalle pagine del suo profilo Facebook, non le mandava a dire: «Ho avuto la disgrazia di vedere il catalogo della mostra del povero bistrattato Modigliani a Genova e come temevo, rarissime sono le opere di sua mano». In seguito alle forti pressioni dell’ambiente, la Procura di Genova non poté fare a meno di aprire un’inchiesta, inscrivendo tre persone nel registro degli indagati: il presidente di MondoMostre Skira, Massimo Vitta Zelman, Rudy Chiappini e Joseph Guttmann, art dealer di origini ungheresi, proprietario di 11 opere di Modigliani prestate per la mostra, specializzato in arte fiamminga e Rinascimento italiano e che proprio dalle nostre parti era già stato interpellato per la mostra “La Mente di Leonardo”, agli Uffizi, nel 2006-2007 e “Leonardo. Il genio. Il mito”, alla Reggia di Venaria Reale. La mostra chiuse con qualche giorno di anticipo e sulle 21 opere sotto sequestro si espresse prima Mariastella Margozzi e poi Isabella Quattrocchi che, nella sua perizia, dichiarò le tele «grossolanamente falsificate» sia «nel tratto» che «nel pigmento». Secondo i risultati delle analisi multispettrali, infatti, i colori utilizzati non esistevano prima degli anni Sessanta. Dalla loro parte, i pareri di cinque critici d’arte: Tiziana Mazzoni, Marie Pierre Etcheverry, Marc Restellini Marc Ottavi e il già citato Carlo Pepi.
Dalla parte avversa, oltre ovviamente ai tre indagati, anche Vittorio Sgarbi che, in un articolo apparso pochi giorni fa, prima sulla sua pagina personale e poi sulla pagina online de Il Giornale, ha riportato la notizia di una causa avviata da Guttmann, dagli Stati Uniti, per contestare l’operato dei giudici italiani. Sgarbi si rifà a un parere del giudice federale di Houston, Greg Abbott che «ricevuta la notitia criminis dei supposti falsi Modigliani di Genova dal collezionista e mercante d’arte Joseph Gutmann (notizia riservata), ha ricusato le perizie di esperti giudicati senza competenza specifica come Maria Stella Margozzi e Isabella Quattrocchi». Si citano poi i pareri di «Nicolas Andrei Serota, già direttore di Tate Gallery, Glan D. Lowry, Michael Govan e Giovanni Papi, i quali hanno unanimemente ritenuto autentici ed autografi tutti i dipinti esposti nella mostra di Palazzo Ducale a Genova». Ma nella notizia ci sono molte imprecisioni, a partire dalle cariche, perché Greg Abbott non è un giudice federale ma il governatore del Texas, mentre gli altri nomi, riportati con errori ortografici, si sono dichiarati estranei alla vicenda. Va comunque detto che le perizie non hanno avuto un contraddittorio, con esami svolti dai consulenti nominati dalle parti indagate.
In attesa di una parola definitiva, buone notizie per i 100mila visitatori della mostra che, attraverso la Assoutenti, hanno richiesto il rimborso del biglietto. Cosa che probabilmente otterranno, visto l’esito positivo dell’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra Furio Truzzi, presidente Assoutenti, Rosanna Stifano, presidente Assoutenti Genova, e Giovanni Ferrari, presidente Casa del Consumatore, con il presidente e il direttore della Fondazione Palazzo Ducale, Luca Bizzarri e Pietro da Passano.
Per informazioni sulle modalità per ottenere il rimborso del biglietto si può contattare il numero verde 800199633 oppure scrivere a rimborsi@consumatoriliguria.it.

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  • Sgarbi con me ha perso l'ennesima battaglia; infatti i quadri che io avevo denunziato e periziato come FALSI, sono stati dichiarati tali anche nella Sentenza del Tribunale di Genova . Pertanto Sgarbi ha perso l'ennesima occasione di NON occuparsi di una materia ove è SEMPRE risultato perdente!
    Ci sono tante altre belle materie di cui occuparsi forse con maggiore predisposizione naturale.
    Caro Vittorio, fattene una ragione e non competere su una materia che ti vede sempre perdente. Ti consiglia un amico che in fondo ti vuole anche bene e come sempre ti saluta cordialmente.
    Carlo Pepi

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