La Fondazione Nicola Trussardi di Milano continua la sua vocazione nomade sposata dopo l’abbandono di Palazzo Marino alla Scala, e negli spazi dell’Arengario – visibili per l’ultima volta prima del loro rinnovamento architettonico – presenta un progetto dell’artista inglese Martin Creed. Un’occasione unica – a cura di Massimiliano Gioni, direttore artistico della Fondazione – per fare il punto su una delle voci più autorevoli del panorama dell’arte contemporanea internazionale, ma anche un’opportunità per rileggere la storia della città attraverso uno dei suoi monumenti più significativi, visto con lo sguardo eccentrico e irriverente di Creed. Le sue opere nascono dagli oggetti, dalle parole e dai suoni della vita di tutti i giorni. Come in una continua ricerca del grado zero della scultura, l’artista inglese utilizza i materiali più semplici per costruire un mondo in cui ossessione e fantasia modificano e riscrivono la realtà. Come in un viaggio alla scoperta di ogni dettaglio dimenticato delle nostre attività quotidiane, le installazioni, i disegni e le sculture di Martin Creed invitano gli spettatori a guardare all’universo con rinnovata attenzione.
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