Categorie: Speednews

Forum Macro/ 13. Sabrina Vedovotto: «Dove si conclude la parodia dei “tutti artisti” e nasce un progetto culturalmente interessante?»

di - 25 Dicembre 2017
E dunque, alla fine, è avvenuto ciò che molti di noi speravano non avvenisse. A pochi giorni dal Natale, con una conferenza stampa la cui data e l’orario sono stati diffusi ufficialmente sono il giorno prima, il 21 dicembre appunto, l’Assessore Luca Bergamo presenta il nuovo direttore del museo Macro. Anzi no, perché dopo lunghe ed inutili digressioni filosofiche – Bergamo cita Wittgenstein in più di una occasione – alla prima domanda tecnica, esce fuori che no, non sarà il direttore ma semplicemente il curatore del progetto “Macro Asilo”. Primo escamotage per superare la barriera dei tanti quesiti inerenti la legalità di chiamare direttamente una persona, con un curriculum peraltro poco adatto al ruolo insignito.
Dunque curatore, non direttore. Eppure, a leggere i molti articoli usciti prima e dopo la conferenza si parla sempre e solo di direttore. Ma andiamo oltre.
Cosa farà Giorgio De Finis all’interno del Macro, museo costato alla città di Roma parecchi soldi?
Il curatore prende la parola, si parla dell’Asilo: dispositivo – parola molto usata ultimamente quando non è ben chiaro di cosa si stia dissertando – nuovo che reinventa il museo. Come lo reinventa? Cito testualmente l’esigua cartella stampa: “Gli artisti saranno chiamati ad un “appello”, momento performativo aperto al pubblico. Potrà aderire alla chiamata chiunque si definisca “artista”. Solo gli artisti che si sono presentati all’appello, che hanno cioè scelto di aderire per (auto)candidatura a un processo collaborativo, avranno diritto a partecipare alle fasi successive del gioco.”
Ecco appunto, a che gioco stiamo giocando? Dove si conclude questa parodia e dove nasce invece un progetto culturalmente interessante?
Se è vero che il Macro ha dal suo principio avuto vita difficile vuoi per la collocazione, vuoi perché non è mai risucito ad attrarre un pubblico numericamente importante, altrettanto vero è che si doveva pensare ad una politica maggiormente inclusiva ma che tenesse conto delle capacità e delle esperienze. Cosa vogliamo farne? Un nuovo MAAM al centro di Roma. È questo che vogliamo? La città ha bisogno di questo?
Mi si potrà obiettare che non ci sono i soldi. Allora si ragiovava su una ricostruzione del museo in chiave didattica, utilizzando spazi e  collezione permanente per insegnare a tutti, grandi e piccini, cosa è l’arte contemporanea.
E invece, per far comprendere qualcosa di difficile, si sceglie di abbassarne il livello. (Sabrina Vedovotto, critica d’arte e curatrice)

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Una mostra a Roma dà forma a ciò che sfugge alla comunicazione

Rituali, incomunicabilità e memoria personale, nelle stanze di Spazio Studi Arte, a Roma: il progetto Roommates torna per il quarto…

15 Maggio 2026 17:40
  • Mostre

Dalle Nuvole di Aristofane al contemporaneo: a Piacenza la mostra che reinventa un’ossessione millenaria

Il tema atavico delle nuvole è al centro della mostra collettiva di XNL Piacenza, dove venti artisti trasformano un'immagine antica…

15 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Raccontare la diversità come bellezza: a Venezia nasce il Palazzo delle Arti e delle Culture

Con l’apertura del Palazzo delle Arti e delle Culture (PAC) a Palazzo Erizzo Nani Mocenigo, la Fondazione Giancarlo Ligabue istituisce…

15 Maggio 2026 16:40
  • Progetti e iniziative

A Venezia, le sculture specchio di Anne de Carbuccia riflettono sulla post-verità

Negli spazi di Brun Fine Art a Venezia, Anne de Carbuccia presenta una serie di sculture specchianti che riprendono l'immaginario…

15 Maggio 2026 15:46
  • Mostre

Turning to the light: artisti internazionali in mostra a Sorrento sul tema della luce

A Villa Fiorentino di Sorrento inaugura Turning to the light, una mostra collettiva sul ruolo della luce nell’arte contemporanea, che…

15 Maggio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

VALIE EXPORT: cinque opere estreme per cui ricorderemo la pioniera femminista

Da Genital Panic a Syntagma, cinque opere fondamentali per rileggere la ricerca radicale di VALIE EXPORT, pioniera dell’arte femminista e…

15 Maggio 2026 12:30