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Frode alla Dorothy Circus di Londra. La lettera della gallerista Alexandra Mazzanti

di - 22 Febbraio 2019
Riceviamo e pubblichiamo.
Sono Alexandra Mazzanti, proprietaria e direttrice della Dorothy Circus Gallery a Roma. Un anno fa ho aperto una seconda galleria a Londra, dove di recente (assieme ad altri galleristi londinesi) abbiamo subito una frode e il conseguente furto di opere di del rinomato artista e leader dell’arte digitale Ray Caesar.
Vi scrivo per portare alla vostra attenzione ciò che è accaduto. I due episodi di frode, altamente connessi tra di loro, sono avvenuti il 23 e il 26 ottobre 2018. Abbiamo subito il furto di due opere d’arte e una scultura, causandoci una perdita di £ 20mila. In entrambi i casi abbiamo ricevuto due telefonate da due individui diversi, che chiedevano informazioni su opere specifiche di Ray Caesar. Queste persone erano precisamente interessate all’acquisto dei pezzi presenti nella nostra galleria. La vendita si è conclusa nel giro di poche ore, pagando lo stesso giorno per via telefonica.
Questo metodo non ci ha insospettito in quanto a Londra, prendere pagamenti per via telefonica è una cosa di routine e che avviene quotidianamente in quanto i clienti trovano molto difficile spostarsi velocemente da una zona all’altra. Entrambe le transazioni sono state approvate dalla banca senza alcun problema, perché i ladri hanno fornito tutte le informazioni corrette della carta, compreso l’indirizzo di registrazione della carta stessa e a detta dei ladri erano state avvertite le rispettive banche al fine di autorizzare il pagamento per una cifra considerevole.
Subito dopo il pagamento, i ladri hanno richiesto a nostra cura l’invio di un corriere Addison Lee per consegnare l’opera all’indirizzo richiesto e nel secondo caso hanno loro inviato un furgone Addison Lee. Sono stata avvisata dalla compagnia WorldPay che processa i pagamenti delle nostre carte di credito che due le vendite sono state fatte con carte rubate e pertanto vengono riprese dal conto nonostante abbiamo consegnato le opere. Non ci è stato offerto nessuna protezione e nessun supporto da parte loro e abbiamo dovuto risarcire in tempi brevissimi i veri proprietari delle carte di credito. Le opere di Ray Caesar che ci sono state rubate sono edizioni molto rare: Launderette ed. 7/20, e With All Her Worldly Possessions ed. 6/10.
Ad oggi si contano altre 4 gallerie a Londra e 1 a Manchester che hanno subito lo stesso tipo di frode a altre 3 in cui è stato effettuato un tentativo. Le opere rubate dalle altre gallerie sono ancora una volta le opere di Ray Caesar e altre due opere di Banksy e un tentativo per Damien Hirst. Sto ancora contattando altre gallerie in giro per Londra e nel Regno Unito per avvertirle e per verificare quali hanno subito lo stesso episodio fraudolento con lo stesso schema in cui la polizia ha mostrato scarsa attenzione al nostro caso.
Ad oggi infatti la polizia inglese non ha voluto intervenire in alcun modo né offrirci alcun supporto, rimandandoci a compilare un semplice report sul sito Action Fraud, che è semplicemente un call centre e una banca dati, dove le vittime di frode inseriscono tutte le informazioni che hanno, senza mai ricevere un riscontro o una conferma dell’inizio delle indagini, nonostante ci siano email, nomi, numeri di telefono, targhe automobilistiche dei corrieri, e indirizzi di consegna, continuano a sostenere di non avere abbastanza informazioni per condurre un indagine.
Le truffe continuano ad accadere con lo stesso metodo e ad oggi avranno opere d’arte di un valore totale che supera i 200mila £.
Spero che questa storia susciti il vostro interesse e che possiate aiutarmi a diffondere la notizia in modo tale da fermare questi episodi.
Grazie per l’attenzione,
Alexandra Mazzanti

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