Nuova location, invidiabile, per MIA. La nuova edizione della fiera si apre al The Mall accanto a piazza della Repubblica, nella riconvertita area delle ex Varesine. Uno spazio splendido, anche se forse un po’ stretto, per una fiera che in questi anni ha dimostrato di non perdere un colpo e che non c’è dubbio si riconfermerà come un giovane e consolidato “masterpiece” dell’offerta culturale-fieristica cittadina.
Il problema, è forse un po’ il divario dell’offerta: insieme a stand decisamente raffinati, come l’iniziale Mc2 di Milano, che propone le fotografie del giovane svizzero Nicolas Feldmeyer e dei suoi particolari “paesaggi” dentro frame nerissimi, ci sono allestimenti meno convincenti.
Ma vediamo qualcosa in dettaglio: allo stand di Admira, Milano, tre bellissime serie di Duane Michals, tra cui le 5 immagini de Il sogno della giovane ragazza del 1969, in vendita a 20mila euro e anche Magnus was burnt by Solange’s fiery mane, del 2008, opera finalista per il premio BNL Parisbas.
Poco più avanti incontriamo Giovanni Gastel, special guest di MIA con uno stand allestito con le sue splendide polaroid. Ma cosa significa per un fotografo fare una fiera di fotografia? <<Io penso sia buono, se non altro per incontrarci. Sai, spesso i fotografi tendono a restare un po’ isolati e avere la possibilità di presentarsi a vicenda, tra colleghi, è anche un buon modo per scoprire gli uni qualcosa del lavoro degli altri. Si vende o non si vede non ha molta importanza: resta comunque una bella vetrina>>.
Belle fotografie di Björn Sterri alla zurighese Stephan Witschi, mentre Dada East propone gli italiani Maurizio Galimberti e Franco Fontana. A parte le zone d’ombra, e le strettoie del The Mall, siamo sicuri che i numeri daranno ragione al format ideato da Fabio Castelli.