Perché improvvisamente è arrivato il divieto di parlare del progetto per la sede romana della Gagosian Gallery? Perché le persone coinvolte cercano di dribblare le domande in proposito, senza addurre spiegazioni? Eppure alla British School at Rome si è appena inaugurata una mostra dell’architetto Adam Caruso – dello studio Caruso St John Architects -, incaricato della ristrutturazione dei locali di Via Francesco Crispi, mostra che, come annunciava lo stesso comunicato stampa, avrebbe dovuto esporre anche “modelli in versione digitale inclusi quelli del nuovo spazio espositivo di Gagosian a Roma ”. Inoltre Caruso ha tenuto alla BSR una conferenza per parlare del suo approccio agli spazi dell’arte, ed era più che scontato che avrebbe parlato di questo progetto, in piedi nella stessa città. Eppure… Sulla vicenda è calato improvviso un muro di omertà, dalla mostra è sparito – all’ultimo momento – qualsiasi riferimento al progetto Gagosian, e lo stesso architetto, interpellato da Exibart , si è mostrato evasivo e quasi infastidito per le nostre domande. Cosa cova sotto questi silenzi? La proverbiale riservatezza dello “squalo” Gagosian, che forse ha gentilmente “richiesto” di glissare sui suoi movimenti capitolini? O qualcos’altro, che al momento ci sfugge? In verità Caruso ha genericamente confermato che il progetto esiste, che in qualche modo terrà conto della realtà romana e pertanto le scelte saranno diverse da quelle londinesi, e che a breve inizieranno i lavori a Via Crispi, ma non ha dato tempi di conclusione. L’unico fatto certo per ora è la delibera del Comune di Roma, che troneggia sulle transenne e che concede l’occupazione di suolo pubblico fino al 9 marzo. Per quella data le nebbie si saranno diradate?
articoli correlati
La scheda della mostra alla British School at Rome
Roma, Gagosian? Pronto a sbarcare a Via del Tritone
[exibart]
Visualizza commenti
ma Gagosian non viene in Italia per vendere, gli italiani vanno già a comprare da lui a NY e Londra, altrimenti logica vorrebbe che aprisse a Milano, o addirittura a Torino, dove sono i collezionisti, in Italia viene a comprare il nostro rinascimento e barocco a prezzi stracciati.
bisogna pur tuttavia considerare l'impossibilità da parte di Gagosian (spa)di produrre un fatturato "decente" sulla piazza italiana.Questo come sappiamo non è possibile,i nostri standart non sono quelli americani e nemmeno londisesi o parigini.Inoltre non vedo perchè lui deve pagare molte più tasse allo stato italiano rispetto all'estero.Speriamo che se ne stia dov'è lasciando tranquillamente l'italia troppo impegnata ad occuparsi di calciatori e veline.
Gagosian, vieni a Napoli!!!!!! basta con la telenovela capitolina!