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Gallerie, Alfonso Artiaco si trasferisce da Pozzuoli a Napoli. Nello spazio che fu di Lucio Amelio

di - 22 Aprile 2003

La Galleria Alfonso Artiaco, una delle più importanti del panorama nazionale, aprirà i suoi nuovi spazi a Napoli il prossimo 28 maggio e inaugurerà la mostra di Gerhard Merz (Fragments. Napoli 2003 sarà il titolo) il giorno successivo. La nuova galleria sarà situata in Piazza dei Martiri, al numero 58 proprio in quel Palazzo Partanna che fu quartier generale dell’indimenticato gallerista Lucio Amelio. Alfonso Artiaco ha dichiarato di non voler abbandonare l’attività espositiva nella città di Pozzuoli. Il suo ex-spazio espositivo nel capoluogo flegreo potrebbe diventare una project room dedicata alla giovanissima ricerca contemporanea.

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Galleria Alfonso Artiaco
Piazza dei Martiri 58
80121 Napoli
Tel: 081-4976072
Fax:081-4107870
alfonso.artiaco@libero.it


[exibart]

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  • ma come? Artiaco c'è nato e cresciuto con il minimalismo, ha avuto un ruolo fondamentale per la divulgazione e, certo vorrei vedere, per il mercato di questa corrente (che pur corrente non lo è mai stato, semmai un comune sentire). Piuttosto ad Artiaco bisogna riconoscere la capacità di aver saputo ANCHE rinnovarsi, di trattare l'arte emergente e di promuoverla a livello internazionale. Riuscire a tenere in piedi 2 linee di ricerca, immagino non sìa affatto facile. Ma da qui ad accusarlo di speculazioni ne passa! Se fa Merz, è nel suo; ci mancherebbe che dopo aver lavorato tanto mollasse proprio i vari Charlton, Andre, Anselmo ecc. Non voglio metter parole in bocca ad Artiaco, ma se dico che ti risponderebbe "cca nisciuno è fesso", non credo di esser molto distante dal vero.

  • Caro Alfonso, complimenti!
    Certo, ardua impresa “ricominciare “ dove il grande Amelio aveva lasciato ed effettivamente (tanto per citare uno dei commenti sotto riportati..) mo per Morra, Rumma e compagnia “so dolori “.

    Adesso però , una domanda te la devo proprio fare:
    Premesso che di arte me ne intendo parecchio e che apprezzo , comprendo e mi emozionano i Minimalisti…….Ma
    era proprio il caso di inaugurare la galleria con Gerhard Merz ?

    Un grosso nome della “categoria” ma………..i monocromi ,CHE PALLE !!!
    Non trovi che nel 2003 siano “anacronistici” e che rappresentino solo il “potere di accordi economici sottobanco” che ai più che visitano la mostra e non sono coinvolti da interessi legati magari a precedenti investimenti, non gliene frega niente?
    Intendo dire che ,mettendo da parte sterili discorsi sulla “ spazialità “ che lasciano il tempo che trovano, non danno allo spettatore , per colto che sia …niente di “ nuovo “ e , se me lo consenti, neanche di “vecchio” insomma NULLA !
    Certo se chiedessi ad un gallerista :perché fai una mostra con i monocromi di Merz …? Una buona risposta potrebbe essere ad esempio “ perché li vendo e valgono una fortuna ! “ logicamente……….
    Io però Sfido non il Gallerista ( mercante d’arte ) ma l’ Uomo Alfonso Artiaco amante dell’arte e sensibile uomo di cultura a darmi una risposta di cuore a questa domanda senza “ ridere “:
    Cosa ti trasmettono i monocromi, il pezzo di legno e la carta millimetrata di Merz ?
    Escludendo il discorso economico, perchè una persona dovrebbe comprare una delle opere di Merz che hai esposto ?
    Sono sicuro che di tutto si può “ filosofeggiare “ ma scommetto che per quanto serio tu possa restare nel darmi una risposta , sotto sotto non potrai fare a meno di ridere condividendo il pensiero di “Salvatore, il sostituto portiere”: più che arte ,chest’è na STRUNZATA !!!

  • Alf, guarda che il valore di Artiaco non è mai stato messo in discussione anzi , a tutto quanto hai già detto aggiungerei che ha anche la capacità più unica che rara di circondarsi di persone giovani con i cosiddetti “controcoglioni” che lo coadiuvano nell’organizzazione degli eventi.
    Mica volevo fare dell’ironia quando dicevo che con Artiaco a Piazza dei Martiri , per le gallerie circostanti saranno tempi duri. ? Non credo certo che ci siano competizioni in atto tra le gallerie Napoletane ma il confronto...sarà inevitabile.

    Comprendo e condivido gli argomenti da te proposti ma se la tua voleva essere una risposta al mio commento.., perdonami ma “non hai inquadrato bene il tema “ e soprattutto hai ignorato le premesse.
    Io volevo “semplicemente” avere una spiegazione sui “sentimenti che suscita un Monocromo di Merz “ nell’Uomo Artiaco fuori da ogni “alato” discorso sia Storico che Economico.
    Credo fermamente che Artiaco non sia uno che si muove solo in direzione del Dio Denaro ma davanti ai monocromi e alla carta millimetrata, da Estimatore dell’arte, mi sento un pochino preso per il “naso” pertanto se dietro questa scelta si cela “ un sentimento”, della “ poesia “ ,vorrei conoscerne i contenuti .
    Insomma, ( via la storia e via la filosofia !) Artiaco che cacchio vedi nel monocromo verde ? ! Quale sentimento ti trasmette!
    Lo so benissimo che è “Assurdo – Sbagliato –Pazzesco” spiegare il Minimalismo senza ricorrere a filosofiche disquisizioni storiche ma questo è un discorso valido per qualunque cosa si decida di appendere al muro ….pure il “famoso” pezzo di legno. Allora….?
    Posso sperare di avere, per una volta nella vita, una risposta sincera e personale e non una lezione di storia?
    Ciao.

    Una curiosità:
    Scusa Alf, ma per caso sei uno che si muove spesso tra Milano e Londra ?

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