Giuseppe Modica nasce a Mazara del Vallo il 16 Novembre 1953 dove nel 1972-73 ha tenuto la sua prima mostra personale. Oggi, dopo trent’anni, l’Amministrazione Comunale porge un omaggio al suo concittadino, apprezzato e stimato pittore nel pieno della maturità artistica. Modica a Firenze, dal 1973 al 1978, frequenta la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti; dal 1987 vive e lavora a Roma.
Modica è singolare autore di una pittura rigorosamente riflessiva e meditativa in cui il tempo, la luce, la memoria sono da sempre oggetto di studio e di indagine. Tale ricerca ha strutturato un linguaggio “classico”, ricco di sedimentazioni, di echi della memoria e riverberi dell’immaginario che si snoda attraverso cicli tematici ben identificabili: le fortezze, le saline, le memorie arabe, le bagnanti, gli interni con grandi specchi, entro i quali fughe di pavimenti e immagini riflesse avvolgono lo spettatore nella circolarità del tempo e dello spazio.
La mostra è accompagnata da un volume, edito da Allemandi, pensato e minuziosamente curato dal prof. Maurizio Fagiolo dell’Arco che per l’occasione ha scritto un ampio saggio nel quale percorre e documenta il lavoro di Modica dagli
Il volume comprende anche una nota di Giorgio Soavi, nella quale lo scrittore parla dell’incanto e della bellezza di una figura femminile che spesso troviamo nei quadri di Modica, e un testo illuminante dell’antropologo Antonino Cusumano che ci conduce attraverso I luoghi della pittura di Giuseppe Modica. A conclusione troviamo l’intervista fatta dal poeta Nino De Vita, un vivace scambio di idee ove il pittore cerca di chiarire il senso profondo della sua ricerca.
Modica si sofferma oggi, anni 2000, ad “inseguire la pittura” guardando le luci della notte, in un dialogo tra artificiale e naturale, tra fisicità del quotidiano e sospensione metafisica. La sua pittura trova ascendenze in quella linea classica che da Piero della Francesca, Vermeer, Velasquez, Seurat arriva fino a De Chirico, per poi reinventarsi, attraverso la conflittualità dei linguaggi del dopoguerra, in un’espressività autonoma e personale.
Il lavoro di Modica è stato oggetto d’interesse da parte di letterati, studiosi e storici d’arte, e tra questi citiamo: Maria Teresa Benedetti, Enzo Bilardello, Bruno Caruso, Renato Civello, Floriano De Santi, Marco Di Capua, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Guido Giuffrè, Marco Goldin, Domenico Guzzi, Janus, Dario Micacchi, Massimo Onofri, Leonardo Sciascia, Vittorio Sgarbi, Giorgio Soavi, Corrado Sofia, Claudio Strinati, Antonio Tabucchi.
Modica ha ordinato personali in prestigiose gallerie private italiane ed estere (Milano, Roma, Torino, Colonia, Palermo, Brindisi, Messina, Firenze, Piacenza, Trieste, Genova, ecc.) ed esposizioni antologiche in spazi pubblici quali: Tour Fromage, Aosta 1991; Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1993; Casa dei Carraresi, Treviso, 1997/1998.
Fra la rassegne più significative: VI Triennale dell’Incisione, Milano, 1990; XIII Quadriennale d’Arte di Roma, 1999; VIII Biennale internazionale d’Arte Contemporanea, Il Cairo, 2001.
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