Sembra un film già visto, di cui si ricorda tutta la trama. Come già accaduto in primavera a Napoli, in occasione della grande mostra allestita al MADRE, l’installazione con dodici cavalli vivi di Jannis Kounellis continua a destare le proteste dei gruppo animalisti. Accade in Germania, dove l’artista di origini greche ha riproposto l’opera nell’ambito della fiera Art Cologne. Dodici cavalli legati ad anelli, su un pavimento appena coperto di fieno. Immancabili le proteste del gruppo Aktion Tier, che ha parlato – riferisce il portale artinfo.com – di uno scandalo, dal momento che “i cavalli sono istintivamente timidi, ed esporli al pubblico come opere d’arte viventi rappresenta per loro uno stress eccessivo”. Gli organizzatori della fiera, dal canto loro, esibiscono le autorizzazioni della commissione veterinaria che certificano le buone condizioni di salute degli animali. L’installazione – Senza titolo (12 cavalli), allestita per la prima volta nel 1969 a Roma alla galleria L’Attico – è stata presentata come omaggio ai quarant’anni di carriera di Kounellis.
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Ma dopo tanti anni.... è necessario riproporre lo stesso evento? Tanto più che le proteste sono degli animalisti e non della gente comune... ???...
Ma dopo 37 anni da quella prima volta (e doveva rimanere unica) Kounellis si è reso conto che quei cavalli saranno morti?
Allora fu una performance con oggettivi e provocatori contenuti artistici; oggi solo una banale e patetica piece tetrale.
Suggerimento:
Ritrovare le ossa di quei cavalli,solo quelli rigorosamente certificati, e così ricomporli.
Ove ciò fosse impossibile allora accontentatevi
della documentazione fotografica e smettetela di voler "sconvolgere" e cercare lo "scandalo" a tutti i costi. Kounellis non ne hai affatto bisogno.Forse?
ambarabacicicoco!!!
io personalmente avrei legato Kounellis e non i cavalli.
poi avrei legato
la commissione che (ovviamente sono come kounellis )
e tutti gli altri che danno vita a questi eventi......che non hanno ne testa, ne piedi.
VOGLIAMO FINIRLA!
Da quel lontano 1969 cos'è cambiato? Che il gesto è diventato museo, e che gli animalisti fanno parte della performance.