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I delicati sussurri fotografici di Chiara Arturo e Cristina Cusani alla Off Gallery di Napoli

di - 21 Febbraio 2019
Linee orizzontali, un vetro rotto, uno squarcio, uno spiraglio. Labile è il concetto di soglia: «che sia confine, limite, divisione o frontiera, il passaggio viene rimesso in discussione» dichiara il curatore Marcello De Masi, introducendo “VICINANZE. Studi per un’idea di attraversamento”, mostra di Chiara Arturo e Cristina Cusani. Due fotografe dalla personalità forte che, spesso, nel loro percorso, si sono incontrate per dar vita a delicati dialoghi bisbigliati e assorti, in cui il “non detto” è espressione di una visione che va al di là di ciò che tangibile.
L’esposizione si presenta in due tempi e in questo caso la soglia è segnata concretamente da un’antica colonna che spezza i due piani del giovane spazio ospitante, la Off Gallery, che con le due giovani autrici inaugura il suo debutto sulla scena napoletana. Il lavoro presentato da Arturo e Cusani nasce da una prima fase di confronto del loro archivio personale, scatti che vanno dal 2012 al 201 e rappresentano vicinanze formali, emotive, concettuali.
Parte così un viaggio, un consultarsi e ragionare insieme, uno scambio di idee e poetiche che ha portato allo studio di nuove visioni. Sviluppata attraverso un lavoro individuale, la loro ricerca ha permesso nuovi accostamenti con la creazione, ancora una volta, di vicinanze, uno studio in itinere di cui si ha appena un primo squarcio.
La sala superiore dello spazio presenta un estratto della mostra “Attraverso il Giardino. Due riflessioni naturali”, risalente allo scorso agosto ed esposta ai Giardini Ravino di Ischia. Queste immagini di grande formato rappresentano il punto di inizio del progetto: la ricerca dell’attraversamento, della soglia, nello specifico, del giardino.
Al di là delle scale, superato il confine materiale della seconda sala, si entra in un’ambiente più intimo che racchiude il continuo di questo studio. Si esce dal giardino per avvicinarsi a tematiche che Arturo e Cusani identificano come “mediterraneo”, luogo vissuti e tracciati attraverso gli elementi che ne fanno emergere lo spirito. Si appigliano a tutto ciò che incontrano e che le circonda, impressioni suggerite per evocare realtà familiari. Le foto sono in piccolo formato, un’installazione immersiva che crea un tipo di percezione che non affolla lo sguardo ma incoraggia ad avvicinarsi come per percepire la delicatezza di ciò che viene offerto.
Anche la cornice scelta, ideata da Renato Gazzara di Interno Napoletano, va in questa stessa direzione: un box profondo e senza vetro che porta l’osservatore dentro l’immagine, in un invito a soffermarsi sulla suggestione appena sussurrata dalle due autrici. (Michela Sellitto)

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