Siamo costretti a scusarci con i nostri lettori per alcuni episodi incresciosi che in minima parte minano la completezza del nostro CALENDARIO degli eventi in corso. Veniamo ai fatti. Alcuni utenti di Exibart si sono recati durante questo finesettimana ad una mostra, a Palermo, che non ha mai inaugurato perché soppressa all’ultimo momento. Altri ci hanno chiesto perché non segnaliamo in calendario alcuni eventi in provincia di Benevento. Altri ancora ci segnalarono che il Museo Pecci, a Prato, aveva posticipato la data di opening e che noi riportavamo ancora la data vecchia.
Tutte cose che potrebbero apparire come mancanze da parte nostra, ma che in realtà non lo sono . Tutti questi eventi sono “seguiti” dallo stesso ufficio stampa. Qualche settimana fa Exibart pubblicò QUESTA notizia e l’ufficio stampa in questione, che segue le mostre del Museo Pecci, per tutta risposta ad una speednews che anche un bimbetto dell’asilo avrebbe riconosciuto come innocua e legittima satira (l’ha tranquillamente riconosciuto financo il direttore del Pecci, Daniel Soutif in una chiacchierata telefonica con Massimiliano Tonelli), pensò bene di chiamarci, insultarci personalmente, insultare gravemente la nostra testata. E fin qui tutto normale, si fa per dire. Certo, stiamo preparando una lettera per porre il gravissimo fatto (pubblichiamo gossip e satira contro di tutti ma non ci era capitato niente del genere) all’attenzione del consiglio d’amministrazione del Museo, ma siamo nell’ordinaria, squallida follia di alcuni personaggi che popolano il mondo dell’arte.
La cosa probabilmente ancora più grave è che da quel momento l’ufficio stampa ha smesso di mandare comunicati, aggiornamenti e note alla redazione Exibart. Ma attenzione, non solo quelli riguardanti il Museo Pecci, bensì quelli di tutti gli eventi da questo ufficio stampa seguiti.
Ed ecco che nelle scorse settimane Exibart non ha pubblicato nulla su due interessanti iniziative della veneziana Fondazione Querini Stampalia; ecco che non ha saputo niente su una mostra a Firenze; non ha ricevuto alcunché su una rassegna d’arte ambientale tra i paesi del Sannio; ha saputo solo per caso della inaugurazione posticipata del Pecci e della soppressione della mostra a Palermo di cui parlavamo all’inizio. E chissà quante altre cose in futuro.
Lapalissiano che questo atteggiamento, orchestrato come ridicola ripicca per un semplice articoletto, non danneggia tanto Exibart in sé, quanto i suoi lettori (14mila al giorno a leggere le statistiche di Ottobre 2003). Abbiamo, infatti, rischiato di mandarvi all’inaugurazione del Pecci una settimana prima (se non avessimo saputo di straforo del posticipo causa sciopero generale); non vi abbiamo informato su alcuni importanti eventi già trascorsi; e da ultimo -durante questo finesettimana- abbiamo “mandato” alcuni lettori a Palermo (venivano da Napoli!) ad una mostra che nel nostro calendario non doveva esserci.
Inutile sottolineare come l’ufficio stampa in questione danneggi pesantemente i suoi clienti (gli organizzatori di mostre). Fa perdere segnalazioni su una testata importantissima come la nostra; rinuncia ad incrementare la rassegna stampa; evita di intercettare nuovi e possibili visitatori ed appassionati. Insomma non fa il suo lavoro, il lavoro per il quale è pagata. Con ogni probabilità, profumatamente.
Insomma storie tristi che non ci erano davvero mai capitate in tutti questi anni di Exibart. E che vi abbiamo voluto raccontare per giustificarci da alcune mancanze che potrete trovare nel nostro calendario. Segnatamente per quanto riguarda gli eventi allestiti nel Museo Pecci, alla Fondazione Querini Stampalia, alla Galleria Continua di San Gimignano ed in altri spazi. Con la speranza che gli enti che si affidano a questa “professionista” la obblighino a fare correttamente il suo lavoro. O la sostituiscano al più presto. Per evitare ulteriori disagi a decine e decine di persone.
[exibart]
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... caro collega, cerca e scoprirai che nella fontana dell'arte crescono rosi ed altri fiori ...
la dubbia professionalità di quest'uffizio stampa merita d'essere stigmatizzata: fuori il nome! Visto che opero in Veneto dove c'è la Querini, non vorrei rischiare di incappare in questa gentaglia, dovendo scegliere un ufficio stampa.
Non so perchè ma gli unici due commenti presenti in questa pagina paiono messaggi cifrati (ops! manca anche la mail! "fatti e disfatti vostri"?). Certo il tono della vostra lamentazione è quasi credibile, se non fosse per certe imprecazioni che sono volate in passato verso gli *uffici stampa*, tanto che queste parole venivano sventolate a mò di insulto. Non sarà successo così anche in questo caso? Meditate gente: gli uffici stampa, a quanto pare sono fondamentali, e perciò vanno rispettati!