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Il design salverà il mondo? Un simposio pubblico presenta i temi della Triennale di Milano

di - 18 Giugno 2018
Il design salverà il mondo? Se pensiamo a quanto la forma e la funzione degli oggetti influiscano sulle nostre vite, non solo per quanto riguarda gli effetti quotidiani ma anche per quelli indiretti, per esempio, nelle modalità di produzione e distribuzione, allora la questione assume una sfumatura mena retorica e decisamente più concreta. Se ne parlerà martedì, 19 giugno, dalle 9.30 alle 18.20, per “Broken Nature. A public symposium”, una giornata di approfondimento che si terrà al Triennale Teatro dell’Arte e introdurrà alcuni temi centrali della XXII Triennale di Milano, in programma dal primo marzo al primo settembre 2019 e intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”, a sottolineare l’importanza dell’idea di un design ricostituente, in grado di riparare e di ricostruire i legami della nostra specie con i complessi sistemi del mondo intorno a noi e dentro di noi.
L’incontro coinvolgerà un gruppo internazionale di designer, architetti, scienziati, curatori e intellettuali, con percorsi ed esperienze differenti e proporrà un confronto dinamico attraverso presentazioni, tavole rotonde, dibattiti e contributi video. Le discussioni saranno declinate in quattro sezioni, Design Ricostituente, Pragmatismo Magico, Sistemi Complessi e Prospettive di lungo termine, che serviranno anche da spunti investigativi per l’esposizione. Come possono designer, scienziati, politici e studiosi aiutare i cittadini ad affrontare in modo costruttivo i problemi più urgenti legati all’ambiente naturale e sociale? Come hanno agito in passato e quali sono i progetti per il futuro? Come possono incoraggiare le persone a distogliere l’attenzione dalle preoccupazioni personali, private e immediate e far confluire le iniziative individuali in una prospettiva collettiva, sistemica e di lungo termine? Cosa significa rispettare l’ambiente in un’epoca di spostamenti di massa, di intelligenza artificiale e di rapide estinzioni? Quali sono le motivazioni e le intenzioni che spingono curatori e organizzazioni culturali a produrre mostre e progetti sul cambiamento climatico e sul rapporto tra l’uomo e la natura, e quali strategie stanno mettendo in atto? L’incontro affronterà questi temi e molti altri ancora, insieme a, tra gli altri, Paola Antonelli, curatrice della XXII Triennale, Adam Bly, Rania Ghosn, Alexandra Daisy Ginsberg, Gabriella Gómez-Mont, Michael John Gorman, Jamer Hunt, Sarah Ichioka, Koyo Kouoh, Khaled Malas, Stefano Micelli, Marina Otero Verzier, Elisa Pasqual, Mariana Pestana, Lorenzo Pezzani e Maholo Uchida.
In alto: Rachel Sussman, La Llareta #0308-2B31 (3000+ years old; Atacama Desert, Chile) from The Oldest Living Things in the World. 2008. Courtesy the artist

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