Un invito alle aziende per preservare i beni artistici e ambientali italiani. È quello che rivolge il FAI, attraverso una possibilità di adesione studiata appositamente per le imprese: è il Corporate Golden Donor, una donazione di 2.600 euro deducibili fiscalmente (ai sensi della legge vigente ‘TUIR-DPR 22 dicembre 1986 n.917’, cioè per un ammontare complessivamente non superiore al 2% del reddito di impresa dichiarato, ai sensi dell’art. 65 secondo comma lettera a).
Proteggere, ma soprattutto far conoscere palazzi, ville, siti naturali, perché il degrado si combatte con la consapevolezza: sembrano essere questi gli obiettivi del FAI, portati avanti dal 1975 – anno di fondazione – attraverso una politica di acquisizioni, restauri, promozione di eventi. Dall’acquisizione del Castello di Avio e dal Monastero di Torba, fino alla Villa Menafoglio Litta Panza (donata nel 1996 da Rosa e Giuseppe Panza di Biumo), dall’istituzione delle Giornate di Primavera (in cui centinaia di monumenti sono aperti al pubblico), ai fortunatissimi cicli di lezioni di Storia dell’Arte (l’ultimo Vedere è sapere: 34 lezioni per 34 capolavori è stato ideato come una serie di ‘monografie’ e curato da studiosi del calibro di Pierre Rosemberg, Chiara Frugoni, Giovanni Romano…).
Ma I fondi non bastano mai dice Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del FAI e guarda alle aziende. Perché mecenati si diventa. (M.C.B)
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