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Il MoMa non sta a guardare. Nuovi spazi espositivi entro cinque anni

di - 6 Gennaio 2007

Chi si ferma è perduto. Sembra ormai questa la parola d’ordine dilagante anche nelle politiche dei grandi musei internazionali. Se molti big guardano all’espansione con nuove sedi, anche negli emergenti stati del Golfo Persico, il Museum of Modern art di New York mette in cantiere un allargamento della casa madre. Un nuovo allargamento, a poco più di due anni dalla grande ristrutturazione condotta dall’architetto giapponese Yoshio Taniguchi, costata quasi novecento milioni di dollari. Nei giorni scorsi il museo ha infatti siglato la cessione di un lotto di terreno edificabile, confinante a Ovest con l’edificio sulla 53esima strada, alla ditta di costruzioni Hines, per la cifra di 125 milioni di dollari. Nelle clausole dell’accordo è previsto che nuovi spazi, per 4.500 metri quadri, saranno integrati su tre piani del museo come nuove superfici espositive. Al MoMa andranno anche ampi locali negli scantinati, da utilizzare come magazzini. Non è ancora noto chi sarà l’architetto incaricato di seguire questa nuova addition, né quando avranno inizio i lavori. Il direttore Glenn D. Lowry ha tuttavia assicurato che nel corso dell’intervento il museo rimarra regolarmente aperto, ipotizzando che lo stesso si possa compiere entro i prossimi cinque anni.

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