Corpo Santo, Dias & Riedweg
Fino al 22 febbraio 2026, le sale del Complesso del San Giovanni di Catanzaro ospitano Cuntàra cùnti, un progetto espositivo a cura di Claudio Libero Pisano che intreccia arte contemporanea, tradizione orale e immaginario fiabesco. Promossa dal Comune di Catanzaro, la mostra prende avvio dal volume Fiabe e novelle calabresi di Letterio di Francia, pubblicato per la prima volta nel 1929 e recentemente riedito da Donzelli, per interrogare il senso del racconto come dispositivo simbolico e strumento di rilettura del presente.
Il titolo, che richiama la formula orale del narrare, introduce un percorso che guarda alla fiaba non come repertorio folklorico ma come spazio di attraversamento, dove si ridefiniscono i confini della realtà, del desiderio e dell’immaginazione. In questa prospettiva, la mostra si configura come un vero e proprio rito di passaggio, in cui il viaggio diventa metafora dell’esperienza estetica.
Gli artisti invitati presentano opere ispirate direttamente al testo di Letterio di Francia. Gioacchino Pontrelli e Paola Gandolfi hanno misurato l’estetica dei loro dipinti con le pagine dell’autore calabrese. L’uno ha dissolto i suoi acrilici in un pulviscolo di piccoli e grandi quadri da cui, aguzzando la vista, si può riuscire a scorgere la “donnaccia” o “la madonna”. La seconda, sempre attenta a indagare psicologia e femminismo, ha rielaborato la favola intitolata Ricotta bianca.
Altre opere sono riflessioni autonome sulla persistenza del racconto nella contemporaneità. Valentina Vannicola, ad esempio, coinvolge la comunità di Tolfa in provincia di Roma, per ricreare la fiaba de La principessa sul pisello. Alessandro Piangiamore ci invita a chiederci cosa ne sarà di qualche uccello che “si perde nel cielo”. Andrea Winkler e Stefan Panhans, attualmente borsisti dell’Accademia Tedesca di Roma, invitano il pubblico a chiedersi se il gaming sarà l’inizio di una fiaba contemporanea, forse nera.
Nelle opere, come nelle fiabe si può identificare un suggerimento capace di stimolare una consapevolezza diversa, come fa il duo Dias & Riedweg, che hanno organizzato un workshop con le persone di un centro di psichiatria a Rio de Janeiro, donando loro l’occasione di immaginarsi di nuovo, per smuovere un po’ di aria ferma. Francesco Vaccaro crea un alfabeto a partire dalle cartine di sigarette, un nuovo codice infinito capace di creare associazioni e storie nuove. Donatella Spaziani presenta disegni dall’estetica mediorientale, in cui si possono osservare fiori che generano corpi e viceversa.
Nei giorni di inaugurazione della mostra, si sono svolte le performance di Gaetano Palermo e Michele Petrosino (con la partecipazione di Teodora Grano), curate da Settimio Pisano, e la presentazione del volume Stato d’incanto di Teresa Macrì.
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