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Il Padiglione della Turchia alla 58ma Biennale d’arte di Venezia sarà tutto da attraversare

di - 13 Febbraio 2019
İnci Eviner ha presentato il suo lavoro per il Padiglione Turco alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. We, Elsewhere è il titolo del progetto che sarà esposto, a cura di Zeynep Öz, negli spazi della Sale d’Armi all’Arsenale.
Dopo la grande installazione di Cevdet Erek, che nel 2017 aveva riscosso buoni commenti, anche questa volta si parlerà il linguaggio site specific delle ampie dimensioni, con i visitatori che potranno attraversare l’opera percorrendo rampe e corridoi, circondati da oggetti, sculture, disegni, video, suoni e anche momenti performativi, per riflettere sul modo in cui esseri umani e materiali interagiscono attraverso la forma del ricordo. Spunto teorico del progetto è We refugees, testo pubblicato da Hannah Arendt nel 1943, incentrato sulla condizione interiore e condivisa del rifugiato, nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
«I personaggi che compongono la mia opera cambieranno costantemente attraverso lo spazio, per trovare la loro metà. Questo sforzo è in realtà un tentativo di reclamare la memoria. Per fare ciò, le mitologie e i ricordi, le abitudini della vita quotidiana, la loro gioia e il loro dolore, devono essere raccolti uno a uno e messi al loro posto», ha spiegato Eviner nel corso della conferenza stampa di presentazione, svoltasi il 12 febbraio al Salon Iksv di Istanbul. «Eviner utilizza la componente architettonica di We, Elsewhere come un palcoscenico in cui vari elementi si uniscono per riflettere su come le questioni della migrazione e dei confini plasmino continuamente la soggettività», ha commentato Öz.
Per la realizzazione del progetto, Eviner si è avvalsa di un team eterogeneo. La struttura architettonica è stata creata da Birge Yıldırım Okta e Gürkan Okta, mentre il sound design è stato curato da Tolga Tüzün. Per il video sono stati coinvolti i danzatori e performer Canan Yücel Pekiçten, Melih Kıraç e Gülden Arsal.
Le opere di Eviner sono state esposte alla Whitechapel Gallery di Londra e al Pompidou di Parigi, e ha partecipato a diverse manifestazioni di primo piano, come la Biennale di Liverpool, nel 2018, la Gwangju Biennial, sempre nel 2018, e la 13ma edizione della Biennal di Istanbul.

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