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Il passato? Un ostaggio. Il perché ve lo spiega il vice direttore dell’UNESCO Francesco Bandarin, in una nuova lecture alla British School at Rome

di - 27 Aprile 2016
Mai è stato così attuale il tema del patrimonio culturale come “ostaggio” del presente, e moneta per un futuro complicato. Lo abbiamo scoperto bene con il traffico dei beni sciacallati dai siti distrutti dell’Isis, e lo sappiamo anche dagli innumerevoli ritrovamenti di tesori “illeciti” che spesso affollano le cronache del nostro giornale.
Se volete saperne di più, però, non perdetevi l’appuntamento di domani alla British School at Rome, nell’ambito del programma “FRAGMENTS Meeting Architecture” a cura di Marina Engel.
Presentato da Pippo Ciorra, senior curator del MAXXI Architettura, arriverà il Vice Direttore alla Cultura dell’UNESCO, Francesco Bandarin, in una lezione dal titolo “Il passato come ostaggio. Patrimonio, conflitti e organizzazioni internazionali”, che muoverà proprio da questa introduzione: “Negli ultimi decenni il mondo ha dovuto far fronte a diverse situazioni in cui il patrimonio architettonico e quello immateriale sono stati al centro di conflitti politici, etnici e religiosi, ma nonostante gli importanti sviluppi portati avanti grazie a strumenti internazionali quali la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale e il riconoscimento universale del valore comune del patrimonio per l’umanità, alcuni movimenti politici puntano a creare antagonismi attaccando i valori di un popolo e sfruttarne il patrimonio”, scrive Bandarin, già nella giuria della 14esima Biennale d’Architettura del 2014 e Membro del Visiting Committee del Getty Conservation Institute di Los Angeles. Un momento di approfondimento che prenderà in esame anche le strategie utili a salvaguardare, promuovere e incoraggiare la tutela del patrimonio, come è stato con l’istituzione dei “caschi blu” della cultura promossi dal Mibact, solo per fare un esempio. Dalle 18, ingresso libero.

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