In occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a Vigevano, fino al 26 novembre, sarà visitabile “Il Danno”, mostra di Luca Sacchetti. L’esposizione, allestita presso il Castello Visconteo Sforzesco, strada sotterranea, è organizzata con il patrocinio del Comune di Vigevano, Assessorato alla cultura, il Patrocinio del Comitato Provinciale di Pavia dell’Unicef e in collaborazione con le Associazioni culturali Rete Cultura, Sopramaresotto. La personale si sofferma su un tema di attualità sempre più diffuso: l’abuso sui minori e gli atti di bullismo a danno dei minori attraverso una serie di dipinti che restituiscono al pubblico le dinamiche e le tensioni psicologiche che travagliano l’animo di tutte le persone che sono state vittime di tali avvenimenti.
Lo spettatore è sollecitato dall’artista a smuovere meccanismi di pensiero assopito, poco interessato a risvegliare nel proprio intimo stati di afflizione e ansia. È con abilità artistica che Sacchetti guida il pubblico verso una riflessione attenta ai miti e ai valori della società contemporanea che incoraggia l’individualità, la competizione e il cannibalismo tra gli esseri umani. Lo fa semplicemente, senza mai citare l’etica e i suoi principi ma rimandando a essa attraverso il permanere sulla tela di personaggi, vittime di prepotenze, immortalati dentro una composizione formale e pittorica ove il volto, visibile solo per una metà, o la scritta derisoria presente nel ritratto, rimandano al danno subito. I volti degli abusati, i loro corpi irrigiditi, gli sguardi assenti, i movimenti statici tendenti a nascondere la tragedia interiore dietro paraventi di facciate anonime, sono gli elementi caratteristici che descrivono le tracce del Danno.
Il percorso della mostra inizia con una esposizione di 24 dipinti dedicati al tema dell’abuso per poi proseguire con altri nove in cui si affronta il fenomeno del bullismo per poi terminare con il dipinto Il Sesto Stato, una rappresentazione corale di chi ha subito un danno e che si ispira, reinterpretandolo, al celebre dipinto Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, di cui si celebra quest’anno i 150 anni dalla nascita. «Il titolo Sesto Stato rimanda – dice Sacchetti – al lavoro del celebre artista contestualizzandolo e introducendo una nuova classe di individui, quelli che hanno subito un danno e tentando di superarlo hanno sviluppato un sesto senso da cui deriva appunto in parte il nome attribuito all’opera». (Marco Petricca)