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Il Settecento contemporaneo a Napoli. Lo porta in scena l’Istituto D’Este, con Monica Biancardi, Massimiliano Sacchi e Pietro Viani

di - 27 Maggio 2015
Chi ha detto che la scuola italiana non offre spunti di crescita e cultura? Seppur nella crisi, e in questo caso siamo anche in una città difficile come Napoli, le eccellenze si misurano con la passione e la volontà (anche di autofinanziarsi) per poter assicurare ai ragazzi una prospettiva differente di cultura.
E anche questo fine d’anno scolastico l’ISIS D’Este-Caracciolo di Napoli ha visto la collaborazione dell’artista Monica Biancardi con il progetto “Contaminazioni:da Mozart a Gaultier”, e la collaborazione del musicista Massimiliano Sacchi e del “mago delle teste”, Piero Viani.
Un secolo ricco, kitsch e catastrofico, dove la Napoli-centro culturale e intellettuale era anche la sede della manifattura di San Leucio, opificio che diede lavoro a decine e decine di famiglie e contribuì a esportate il guadagno, insieme ai prodotti, e ridistribuendolo equamente fra tutti coloro che alloggiavano nelle case messe a disposizione alle famiglie degli operai, con annesse scuole per l’istruzione dei figli, in un esperimento ripetuto, circa trecento anni dopo, da Adriano Olivetti.
E così, su queste suggestioni, è nata una sfilata messa in atto grazie al generoso contributo degli attuali opifici di San Leucio, che hanno offerto le loro preziose sete riversate in trenta abiti e calzature, portati disinvoltamente dagli studenti-creativi.
Un vero tuffo in un passato glorioso, forse non così dissimile da questo presente, con le parrucche di Piero Viani e la colonna sonora realizzata da Massimiliano Sacchi.

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