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Il sipario di Edouard Manet. A Bordeaux, la mostra di Beatriz Gonzalez celebra i rapporti con la Colombia

di - 23 Novembre 2017
La retrospettiva di Beatriz González, al Centro d’Arte Contemporanea di Bordeaux, è un altro interessante appuntamento proposto in questo anno di scambi economici e culturali tra Francia e Colombia. La mostra dell’artista colombiana si è appena aperta e potete farci un salto fino al 25 febbraio, per scoprire inoltre l’incredibile edificio che ospita il museo, un vecchio magazzino di prodotti coloniali che si affaccia sulla Garonna, nonché la collezione permanente d’Arte Contemporanea che ospita, tra l’altro, in uno spazioso terrazzo, opere di Richard Long, che ritroviamo anche nel ristorante adiacente, firmato dallo studio Andrée Putman.
Sono circa 150 le opere di Beatriz González (1938, Bucaramanga), realizzate tra il 1965 e il 2017, presentate in questa prima retrospettiva europea dedicata a una delle maggiori figure dell’arte latino americana. L’abbiamo già incontrata quest’anno a Documenta 14, mentre ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1978 e a quella di Sao Paolo nel 1971. le creazioni di Beatriz González, artista e pedagoga, vertono tutte oltrepassare i limiti fissati dalle convenzioni. Ce ne parla lei stessa prendendo spunto dall’opera Telon de la movil y cambiante naturaleza, già presentata alla Biennale di Venezia. «Ho realizzato questo acrilico su tela a mo’ di sipario, ispirandomi ad una riproduzione scolorita di Le Déjeuner sur l’herbe di Edouard Manet. Guardandola ho pensato che era così che in paesi “sottosviluppati” veniva percepito un capolavoro. Ho realizzato cosi un’opera priva di telaio, sviluppando tutta una teoria sui modi di percezione di un’opera d’arte».
Fonte d’ispirazione dell’artista sono talvolta gli oggetti, come testate del letto e tavoli da toeletta, che per associazione combina con le opere, vedi il Pifferaio di Manet inglobato in un tamburo colorato. Di fatto, ciò che ha segnato una svolta nella sua carriera è l’interesse per le foto che raccontano i fatti di cronaca, come per l’opera Los Suicidas del Sisga No 2 (olio su carta, 1965). Attraverso l’uso di svariati materiali e tecniche, come le bellissime serigrafie, ci parla della Storia e delle storie che attraversano il suo paese, per lo più ispirate a foto pubblicate da riviste o quotidiani. La retrospettiva viaggerà in Europa, prima a Madrid, presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia poi a Berlino, presso il KW institute for Contemporary Art. (Livia De Leoni)

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