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Il suono del campanile sommerso. Il Festival Drodesera parte dal teatro musicale di OHT

di - 11 Giugno 2018
State ben saldi sui pedali, perché SUPERCONTINENT² sta per iniziare. Martedì, 12 giugno, ad anticipare la 38ma edizione di Drodesera, sarà OHT-Office for Human Theatre che, insieme all’HAYDN ORCHESTER, presenterà Curon / Graun, opera di teatro musicale per la prima volta in scena a Centrale Fies, a cui si accederà direttamente da una delle piste ciclabili più belle del Trentino, quella tra il lago di Garda e la Valle dei Laghi. OHT, che per questa opera si è ispirato alla musica di Arvo Pärt, realizza il ritratto di un paese affogato, dove il suono della campana – tipico dello stile tintinnabuli del compositore estone – fa emergere con veemenza le forze invisibili del paesaggio alpino. Lo spettacolo parte dai rintocchi fantasma del campanile del lago di Resia per congiungere lo spettatore a una rinnovata struttura narrativa del teatro musicale, in cui l’evacuazione coatta del piccolo paese di Curon diventa l’espediente per riavvicinare il teatro alla sua radice più profonda.
Il progetto di OHT anticipa molte delle tematiche che saranno approfondite in questa edizione del festival. Dal 20 al 28 luglio, il programma sarà fittissimo a Centrale Fies, piattaforma instabile sulla quale si incontreranno performer, artisti, filosofi, curatori, sound designer, architetti, ricercatori e registi, in procinto di riappropriarsi tanto delle tradizioni e dei simboli quanto del proprio futuro, aprendo nuove visioni, cambiando posto alle cose, producendo biodiversità e complessità di segno e di contenuto, portando nuovi sguardi su nuove terre.
E lungo questa marcia di avvicinamento, il prossimo appuntamento è già fissato per il 7 luglio, con l’opening della mostra antologica di Giovanni Morbin, artista concettuale che negli ultimi anni ha condotto una ricerca sulla natura di forma e immagine concretizzata da atomizzazioni di oggetti comuni come ideale riordino artistico del mondo.

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