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Il Terre di Siena Film Festival celebra i protagonisti del cinematic turn dell’arte contemporanea

di - 26 Agosto 2018
Prenderà il via il prossimo 25 settembre il Terre di Siena Film Festival, ideato e fondato da Maria Pia Corbelli e giunto ormai alla 22ma edizione. Nel tempo, la manifestazione si è evoluta e rinnovata, aprendosi a nuove esperienze di respiro internazionale. Quest’anno, grazie alla collaborazione con alcune realtà museali della provincia di Siena (Colle Val d’Elsa, San Gimignano e Pienza gestite con la collaborazione di Opera-Civita) il festival ha un’anteprima con la sezione Arte e Cinema, a cura di Giovanna Fazzuoli e Giulia Magno.
Già nella scorsa edizione era stato intrapreso il percorso della contaminazione e messi a fuoco i labili confini tra questi due linguaggi espressivi, con l’installazione della regista e pioniera del cinematic turn dell’arte contemporanea, Chantal Akerman, al Santa Maria della Scala a Siena.
Il percorso di quest’anno si articolerà in tre tappe, la prima a Colle Val d’Elsa, dove, dal 31 agosto al 2 settembre, verrà celebrato Stan Brakhage, protagonista del New American Cinema, con l’installazione della sua opera video The Dante Quartet (1987), ispirata alla Divina Commedia e in relazione alla mostra temporanea visibile presso il Museo di San Pietro fino al prossimo ottobre, “Savia non fui”, dedicata alla figura della Sapìa dantesca. La seconda dedicata a Man Ray e all’influenza decisiva che il suo cinema d’avanguardia ha esercitato su una selezione di filmaker sperimentali e artisti contemporanei, con “A Man Ray Legacy: Ursula Mayer, Simon Payne, Kathryn Ramey, dal 7 al 9 settembre. I video saranno in dialogo con la mostra di fotografie “Man Ray: Wonderful Visions”, curata da Elio Grazioli. La terza a Pienza, dove, in occasione del 50mo anniversario del celebre adattamento cinematografico del 1968 Romeo and Juliet, a Palazzo Piccolomini si renderà omaggio a Franco Zeffirelli e Abbas Kiarostami: nel cortile del Palazzo ci sarà una proiezione del film in dialogo con Where is my Romeo, dal 14 al 16 settembre, nel quale Kiarostami ritrae una platea di spettatrici iraniane colte nell’atto di commuoversi di fronte alla tragedia shakespeariana.
Il programma completo è consultabile qui. (Enrica Ravenni)
In home: Stan Brakhage, The Dante Quartet, 1987. Courtesy Marylin Brakhage, 2018
In alto: Abbas Kiarostami, Where is My Romeo, 2007

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