Forte del successo ottenuto l’anno scorso con un seminario di approfondimento incentrato sui movimenti artistici del Novecento, Museion di Bolzano ha organizzato, fino al 9 dicembre, una serie di incontri tenuti dalla curatrice Letizia Ragaglia sulla fotografia e sull’applicazione di questo linguaggio nelle arti figurative. L’appuntamento anche quest’anno ha luogo di martedì alle ore 19. Si tratta di un momento denso di studio, nutrito da una lunga serie di diapositive. La curatrice precisa che “Tali incontri saranno tenuti settimanalmente in lingua italiana con l’ausilio di diapositive e con un linguaggio semplice e colloquiale adatto ad ogni ‘fascia culturale’; ciononostante il contenuto specifico degli argomenti e la lettura di testi teorici potrà coinvolgere ed interessare anche un pubblico già più esperto della materia (leggi amanti dell’arte, frequentatori di mostre, studenti).”
Nei primi incontri Letizia Ragaglia è partita dal tentativo iniziale di registrare un’immagine, quello di Thomas Wedgewood: carta e cuoio trattati con nitrati d’argento, da cui un’impronta malferma. A passare alla storia è stato però Jacques-Mandé Daguerre che ha ricoperto la lastra con foglia d’argento e l’ha sensibilizzata con le particelle di iodio, rendendo la lastra fotosensibile. Ma solo con i vapori di mercurio riscaldato e il fissaggio con una soluzione di sale marino ha reso l’immagine positiva. Nel frattempo Talbot in Inghilterra ha raggiunto gli stessi risultati. E’ la nascita della fotografia, presentata all’Accademia delle Scienze a Parigi, contestata dallo stesso Baudelaire. La risposta di Henry Peach Robinson, nel suo trattato in cui sottolinea il valore pittorico e la possibilità da parte del fotografo di ”costruire” la fotografia, ha aperto a questo mezzo la strada verso l’arte.
I prossimi appuntamenti sono il 4 novembre sul Neopittoricismo, l’11 con Le ricerche degli anni Settanta, il 18 con gli Anni Ottanta, il 25 con Il rapporto tra fotografia e territorio, il 2 dicembre con la Fotografia digitale e infine il 9 con il punto sulla Situazione contemporanea. (anny ballardini)
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