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In Madagascar, le case sono set per le pubblicità. Le immagini di Materia Critica a Napoli

di - 18 Luglio 2019
Negli anni Sessanta, la pubblicità si insinuò nell’arte come un gioco e, da allora, ha assunto un potere che in quell’epoca era inimmaginabile. In Madagascar, le Major hanno invaso a tal punto il territorio, da tramutare città come Antananarivo, la capitale, in veri e propri set pubblicitari a cielo aperto. Le abitazioni della popolazione autoctona sono diventate materiale di affissione, alla stregua di pannellature che danno luogo a coloratissime campagne pubblicitarie.
Questo curioso aspetto del Madagascar è diventato il campo di ricerca di Materia Critica, giovane collettivo di Reggio Emilia composto da Francesco Elipanni, Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda. Nel progetto Exporting the Loop, in mostra all’interno dello spazio Magazzini Fotografici, a Napoli, il collettivo indaga lo spazio fisico che la pubblicità occupa nella quotidianità. In interi quartieri, le facciate delle case vengono vendute per pochi soldi dai proprietari e ridipinte a mano seguendo le indicazioni delle grandi catene industriali. Coca cola, latte in bottiglia, succo di frutta, smartphone, si susseguono su sfondi pantone dai quali sbucano porte o finestrelle.
Il cortocircuito più intenso, che ha colto l’interesse di Materia Critica, è l’impossibilità dell’acquisto di questi prodotti da parte degli abitanti del luogo che guadagnano all’incirca 2 dollari al giorno. Le immagini presentate nella ricerca sono supportate da open data che analizzano le energie e i costi che vengono spesi nel mondo per la pubblicità, a testimonianza di un bombardamento quotidiano.
Video, fotografia, statistiche, graphic design, istallazione, questi gli strumenti di indagine che Materia Critica utilizza per dar voce ai fenomeni sociali e culturali che invadono il mondo, influenzando i valori e l’etica dell’uomo di oggi. (Michela Sellitto)

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