E così sia. Il Board del museo più chiacchierato degli Stati Uniti, e non solo, non ha lasciato spiragli riguardo ad un possibile matrimonio. Stiamo parlando del MOCA di Los Angeles ovviamente, in pericolosi guai finanziari, che smentisce la partnership con il LACMA, a fronte dei 100 milioni offerti dal direttore del Los Angeles Country Museum, Michael Govan, per un “makeover” delle due istituzioni.
«Il consiglio di Amministrazione crede che il miglior futuro per il MOCA sia come istituzione indipendente. Il consiglio è consapevole che ciò richiederà un aumento significativo della dotazione del MOCA per garantire una sua posizione finanziaria forte. Stiamo lavorando rapidamente verso questo obiettivo».
Questo è quel poco che trapela dalle indiscrezioni dei due più potenti quotidiani statunitensi, New York e Los Angeles Times, sul Consiglio di Amministrazione che si riunirà venerdì. Ma c’è una novità nell’ormai saga del museo: pare che sotto la supervisione di Eli Broad, “colpevole” di aver portato il museo losangelino sul baratro, potrebbe nascere un accordo con la National Gallery of Art di Washington, che comporterebbe collaborazioni in materia di programmazione e di ricerca, ma non un’assistenza finanziaria o una fusione. Michael Govan, direttore del LACMA, dal canto suo ha dichiarato: «Tutto ciò che rafforzerà il MOCA e porterà il museo a mantenere il suo impegno per l’arte contemporanea e al centro di Los Angeles, è un bene per il mondo dell’arte e buono per questa città. Noi continueremo ad offrire il nostro sostegno per il futuro del MOCA, e siamo ansiosi di vedere la sua programmazione continuare» riporta il L.A. Times. Una frase che, letta su un altro piano, suona un po’ come “Diamo tempo al tempo e tra poco prenderemo in mano la situazione”. Nel frattempo vedremo come Broad e soci usciranno dall’assemblea.