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Intrepidi alla scoperta del Teatro Verdi di Ferrara. Ce ne parla il direttore artistico Andreco

di - 12 Aprile 2018
Intrepida è un progetto collettivo che nasce dal lavoro di dieci giovani artisti che hanno partecipato al workshop tenuto da Andreco per il corso regionale di formazione Il Mestiere delle Arti, giunto alla sua III Edizione e organizzato da GAER-Giovani Artisti Emilia-Romagna. Il titolo trae ispirazione dal Teatro degli Intrepidi, uno dei nomi dell’ex Teatro Verdi di Ferrara, collegato all’Accademia fondata da Giovanni Battista Aleotti nel Seicento. Con questo progetto, Andreco e GAER hanno voluto riattivare temporaneamente gli spazi ormai inutilizzati dell’ex Teatro, a oggi sede di cantiere. L’evento, con la direzione artistica dello stesso Andreco, vedrà la partecipazione di Barbara Baroncini, Silvia Biavati, Elisa De Nigris, Andrea Dolcetti, Alice Gaddi, Sabrina Gennari, Nicolò Maltoni, Matteo Messori, Amy Su, Francesca Susca. Abbiamo raggiunto Andreco, artista che investiga i rapporti tra spazio urbano e paesaggio naturale, uomo e ambiente e che, negli ultimi anni, sta realizzando progetti basati su una ricerca multidisciplinare, per rivolgergli alcune domande e saperne di più.
Come sta andando la tua esperienza di direttore artistico per quest’evento?
«È un esperimento, ho voluto condividere il mio metodo artistico, per creare un’opera collettiva con tutti i partecipanti al mio workshop. È un lavoro di regia, dove gli attori sono artisti e architetti, liberi di esprimere le loro capacità all’interno di una parte assegnata. Il progetto è studiato tanto per il luogo quanto per il gruppo di persone che vi sta lavorando. Ogni artista ha messo in gioco le sue capacità per contribuire ad Intrepida. Il gruppo ha lavorato molto bene fino ad ora».
Parlaci del luogo dove si svolgerà Intrepida e delle ragioni per cui è stato individuato lo spazio del cantiere dell’ex Teatro Verdi di Ferrara.
«Mi è stato chiesto di fare un workshop tra arte e rigenerazione urbana. Tra i vari spazi che l’amministrazione di Ferrara mi ha mostrato ho scelto l’Ex Teatro Verdi perché è quello che mi ha affascinato di più. E’ senz’altro il più impegnativo ma allo stesso tempo ha maggiori potenzialità. Il nostro intervento avviene verso la fine dei lavori edili di ristrutturazione, poco prima del bando di assegnazione per i nuovi gestori, in questo momento l’energia potenziale del luogo è massima. Abbiamo voluto chiamare il nostro intervento attivatore, più che rigeneratore, si tratta solo di svegliare un gigante che dorme da trenta anni sotto la polvere».
La tua poetica artistica trae forte ispirazione dagli elementi naturali e, a quanto sembra, emergerà non poco. Cosa deve aspettarsi chi parteciperà a questa ”iniziazione”?
«”Lascia che la natura sia il tuo insegnante”, dicevano i Romantici e i Naturalisti, sulla fine del diciottesimo secolo. Oggi la ricerca scientifica contemporanea sulle infrastrutture verdi e le Nature Based Solutions per la mitigazione e l’adattamento ai Cambiamenti Climatici ci danno anche la conferma pratica dell’efficacia di quell’idea romantica. L’ambizione di Intrepida è quella di creare una visione sui futuri possibili del luogo. Siamo partiti da una ricerca storica ed urbanistica, sulla struttura ed il territorio circostante, per arrivare a fare un parallelo tra lo spazio costruito e lo spazio naturale, sulla continua ambivalenza tra umani e natura, un rapporto spesso distruttivo, che forse può mutare. Riflettiamo sulla possibilità di creare un equilibrio, allenando il “sensibile”. Per ora ci limitiamo a creare un momento, un nuovo inizio, a cui invitiamo tutti a partecipare».
Intrepida avrà luogo nei giorni 13, 14 e 15 aprile 2018, in concomitanza con la manifestazione Riaperture PhotoFestival Ferrara. (Vincenzo D’Argenio)

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