Venerdì 27 agosto è stato firmato nella sede della Fondazione Arena di Verona, l’accordo tra il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, rappresentato dal Presidente Pietro Monti, e la Fondazione Arena di Verona, rappresentata dal Sovrintendente Claudio Orazi.
L’incontro tra Mart e Fondazione Arena, valido fino al 2006, parte dal presupposto che entrambi i soggetti svolgono un’attività culturale, di livello nazionale e internazionale, che ha una notevole ricaduta turistica. In considerazione anche della prossimità geografica, Mart e Fondazione Arena hanno deciso di stringere un patto per sintonizzare le proprie attività promozionali e pubblicitarie.
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Questa estate i giornali locali della cerchia di Prato, Pistoia, Firenze e Lucca, hanno sferrato una serie di attacchi in una sequela di articoli contro la gestione o meglio, a parer loro, l’eccessivo costo di gestione del Centro d’Arte Contemporanea Pecci di Prato e il suo direttore Daniel Soutif. L’attacco, coadiuvato da esponenti politici dell’opposizione del centrodestra, si è esteso nei confronti del Forte di Belvedere a Firenze che, riaperto dopo dieci anni con la mostra curata da Achille Bonito Oliva “Orizzonti”, e stato recentemente chiuso per esaurimento di fondi. Il problema di non facile soluzione riguarda la destinazione di fondi a questa o quella iniziativa o struttura in un momento di crisi economica come quello che viviamo. L’esempio che ci offre il Mart di Rovereto e la Fondazione Arena di Verona è una soluzione attuabile per tutte le strutture e i centri di arte. Consorziandosi per davvero tra loro, invece che avversarsi, organizzando insieme attività e programmi, oltre a conseguire un miglioramento qualitativo dell’offerta, ridurrebbero la sostanzialmente i costi di gestione.