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La città è un confine da ripensare. A Bologna, gli appuntamenti diffusi di Right to the city

di - 10 Giugno 2018
«Non esiste discorso sulla migrazione senza interpellare i confini della cittadinanza, il diritto all’abitare. Abbiamo progettato Right to the City a partire da questo nodo stretto. Le dieci giornate abbracciano il fare, il poter fare, tentano di smagliare il sistema complesso della città, i significati coesi dell’urbanesimo e i suoi cooptanti flussi immateriali, i nuovi sistemi di sorveglianza, e lo fanno appellandosi ai corpi che la percorrono, ai desideri tenuti nascosti, alla capacità urbana di controbattere le pronunce non inclusive con atti incarnati, convocando il diritto di tutti a manifestare la propria presenza, a rendersi visibili». Queste le parole di Piersandra Di Matteo per raccontare Right to the City | Diritto alla città, progetto che ha curato e che, dal 15 al 24 giugno, con una serie di appuntamenti gratuiti, arriverà nella città di Bologna. Prima tappa bolognese di Atlas of Transition Biennale, un progetto europeo di cui Emilia Romagna Teatro Fondazione è capofila e che mette in relazione, attraverso diverse pratiche artistiche cittadini europei, residenti stranieri e nuovi arrivati. Promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cantieri Meticci e Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna e all’interno delle iniziative di Bologna Estate 2018, Right to the City | Diritto alla città vede come protagonista la città e i diversi modi di abitarla e attraversarla. Un’occasione per mappare Bologna da molteplici punti di vista, con pratiche performative partecipate che permettono l’incontro tra artisti e cittadini, un riposizionamento dello sguardo per mettere in discussione l’idea di città e renderla uno spazio trasformabile.
Residenti italiani e stranieri, migranti, richiedenti asilo, rifugiati politici, hanno incontrato artisti che operano in ambito nazionale e internazionale, come Muna Mussie, Strasse, Alessandro Carboni o Taoufiq Izeddiou. Molti sono gli spazi coinvolti, dal centro alla periferia: il Teatro Arena del Sole, Piazza dei Colori/Bella Fuori 3, il quartiere che ospita la Moschea e l’Hub Mattei, il centro di prima accoglienza regionale dell’Emilia-Romagna. Sarà usato per l’occasione anche un nuovo spazio dell’Arena del Sole, il Garage, convertito nell’incubatore Vedute Prossime che raccoglierà le tracce dei vari progetti partecipativi di Alessandro Carboni, ZimmerFrei, Valentina Medda, Muna Mussie e Anna Raimondo, assumendo forma installativa e restituendo il coinvolgimento di adolescenti, donne, cittadini, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, clandestini.
Sono state intrecciate promettenti relazioni con altri appuntamenti e realtà della città come la collaborazione con Biografilm Festival che propone film su storie di vita e tematiche legate alla migrazione, e Sound Routes, che sostiene le ricerche musicali di artisti rifugiati e migranti a livello internazionale. Performance itineranti, dj-set collettivi, musiche del mondo, trasmissioni radiofoniche transgeografiche ma non solo, anche incontri che sono laboratorio per elaborare riflessioni e pensiero per affrontare tematiche urgenti come migrazione, razzismo, percezione della paura, diritto di fuga.
Qui il programma completo e prenotazioni. (Paola Granato)
In home: Muna Mussie, Punteggiatura, ph. Anita Vianello
In alto: Zimmerfrei, ph. Zimmerfrei

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