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La Digestion ritorna. A Napoli, la rassegna apre con l’omaggio di William Basinski a David Bowie

di - 26 Novembre 2017
“La Digestion-Rassegna di musica ascoltata raramente”, giunge quest’anno alla seconda edizione, con una ripresa segnata da un evento che ha fatto molto parlare: William Basinski per la prima volta a Napoli.
Oltre che un invito all’ascolto di musica sperimentale, il ciclo di incontri vanta anche il merito di portare il pubblico in luoghi quali il Museo Hermann Nitsch e Palazzo Albertini di Cimitile. Stavolta, il pubblico è stato invitato in ambienti ancora più suggestivi, come la Chiesa di San Potito e la Chiesa di San Giuseppe alle Scalze ma non mancheranno occasioni per tornare a Palazzo Marigliano e a Casa Morra, sedi dei precedenti appuntamenti.
Proprio San Potito ha fatto da scenario all’esibizione di Basinski, organizzata in collaborazione con Riot Studio e Wakeupandream, un tributo al celeberrimo amico recentemente scomparso, al quale è anche dedicato il suo ultimo album, A Shadow In Time, e la traccia For David Robert Jones. Basinski, acclamato dalla stampa come re dell’ambient, ha messo alla dura prova l’organizzazione della rassegna, ideata dai giovani e intraprendenti ragazzi dell’associazione Phonurgia, poiché gli spettatori accorsi sono stati davvero numerosi ma la prova è stata superata a pieni voti, grazie a uno staff ampliato e ben coordinato. Nonostante il limite della provenienza solo frontale della musica, la performance di Basinski ha concesso al pubblico l’immersione in un insieme di tappeti sonori tra loro stratificati, in cui abbandonarsi o potersi concentrare al fine di capirne tutte le micro variazioni che caratterizzano la ricerca del compositore statunitense. Si è trattato di un concerto ascoltato con profondo rispetto e ammirazione, con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Certo, oltre che la cura nell’aspetto musicale, Basinski ha dimostrato di essere uomo di spettacolo a tutto tondo, vista l’attenzione all’immagine della performance, che ha giustamente intasato Instagram alla pagina dell’hashtag #basinski dopo pochi minuti.
A rendere davvero protagonista la musica, e solo la musica, è stato Francisco Meirino, compositore svizzero nato nel 1976 e attivo nell’ambito della sperimentazione musicale dal 1994, nel corso della serata successiva, presso la Chiesa di San Giuseppe alle Scalze. L’edificio, che si presenta più che mai sbocconcellato dal tempo, è stato utilizzato, in apertura, come telo su cui proiettare la performance audio-video di Kanaka, un progetto che si presenta come studio creativo multidisciplinare che mette insieme sound design e visual. In seguito, dopo un breve intervallo per disporre i posti a sedere in modo apparentemente casuale, finalizzato a una fruizione più agevole dell’esecuzione in quadrifonia, Meirino ha dato luogo a una performance davvero memorabile. Durante una prima fase, il musicista ha creato una esperienza sonora a 360 gradi, in cui è stato possibile ascoltare suoni di tutte le altezze dando la possibilità di esplorare le potenzialità di ascolto che vengono davvero sperimentate raramente. Da notare il perfetto controllo della pressione sonora, mai così forte da dare fastidio agli ascoltatori, cosa che invece accade spesso in contesti del genere. La seconda parte della performance ha avuto un sapore relativamente più melodico, prima di concludersi bruscamente a seguito dell’ennesimo gesto di Meirino, che ha svelato un tipo di sicurezza e umiltà anch’essi visibili raramente.
I prossimi appuntamenti de La Digestion risultano di notevole interesse per gli appassionati del genere e per chi voglia avvicinarvisi ascoltando prodotti di qualità: Giovanni Lami, David Toop, Elio Martusciello, Otomo Yoshihide, Enrico Malatesta, Thomas Koner e Florian Hecker sono infatti una garanzia.
Qui potete trovare tutte le informazioni. (Ambra Benvenuto)

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