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La Getty Foundation finanzierà un piano per il recupero del complesso di Torino Esposizioni

di - 19 Luglio 2019
Cos’è stato il XX Secolo? Massicce campate di cemento e scintillanti superfici di vetro. Sono i capisaldi dell’architettura modernista ma, oltre a rappresentare elementi strutturali ed estetici immediatamente riconoscibili, propongono anche diverse sfide di conservazione. Per affrontarle, la Getty Foundation ha annunciato l’erogazione di dieci nuove donazioni nell’ambito del piano Keeping It Modern, che finanzia la ricerca, i test, l’analisi, la pianificazione e i lavori necessari per il mantenimento degli edifici più innovativi del ‘900. Quest’anno, nella ristretta lista che comprende strutture realizzate da architetti come Walter Gropius, Frank Lloyd Wright, Marcel Breuer, George Nakashima, Alvar Aalto, è stato inserito anche Torino Esposizioni, con una borsa di 200mila dollari consegnata al Politecnico di Torino, capofila di un progetto internazionale per la conservazione del complesso fieristico progettato e costruito da Ettore Sottsass senior e Pier Luigi Nervi.
Il piano della Getty Foundation è stato attivato nel 2014 e ha già sostenuto 64 progetti in ogni angolo del mondo, come il centro Gandhi Bhawan di Chandigarh e la National Library del Kosovo ma anche edifici più conosciuti, come la Sidney Opera House e l’Unity Temple di Lloyd Wright. Quest’anno, per la prima volta, sono state concesse sovvenzioni per importanti siti in Argentina, Bulgaria, Lituania, Mozambico, Spagna e Uganda. La maggior parte dei progetti è rivolta all’estensione di un programma di pianificazione per la conservazione ma sono incluse anche molte proposte per la rifunzionalizzazione degli spazi e per la riapertura alla pubblica fruizione.
Torino Esposizioni, in corso Massimo d’Azeglio, nel quartiere San Salvario, ai margini del Parco del Valentino, era inizialmente conosciuto come Palazzo della Moda. La costruzione dell’edificio, infatti, fu ordinata dall’amministrazione comunale torinese per dotare la città di una sede per le sfilate. Il progetto vincitore dell’appalto fu quello presentato da Ettore Sottsass senior, nel 1938, con la collaborazione di Pier Luigi Nervi. Nel 1940 venne inaugurato come sede dell’Ente Nazionale della Moda, voluto dal governo fascista e in seguito ospitò alcune edizioni del Salone dell’Autarchia. Tra il 1950 e il 1960, la struttura subì ulteriori trasformazioni, tra le quali anche una nuova copertura progettata da Pier Luigi Nervi e un nuovo salone ipogeo di Riccardo Morandi. Intensamente utilizzato durante gli anni del boom economico, dai ’60 ai ’70, diventò definitivamente il Polo Fieristico di Torino, ospitando anche diverse edizioni del Salone dell’Automobile. Ma, dal 1989, l’attività fieristica venne trasferita al Lingotto e parte della struttura fu utilizzata come sede didattica dell’Università degli Studi di Torino. In occasione dei XX Giochi olimpici invernali ha ospitato un impianto di hockey su ghiaccio, mentre dal 2014 ha ospitato alcune edizioni di Paratissima ma oggi versa in condizioni di incuria e degrado.
Il progetto finanziato dal Getty, presentato dal Politecnico e coordinato dal professor Rosario Ceravolo di concerto con la Città di Torino, studierà i possibili nuovi utilizzi. In particolare, vi si vorrebbe trasferire la Biblioteca Civica Centrale, oppure potrebbe ospitare la Pier Luigi Nervi Project, associazione presieduta da Marco Nervi, nipote dell’ingegnere che dal 2008 si occupa della tutela delle sue opere.
In Italia, oltre a Torino Esposizioni, il Getty ha finanziato, nel 2015, anche il piano di conservazione e di uso sostenibile dell’edificio di Giancarlo de Carlo all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Ma Keeping It Modern traccia un fantastico itinerario tra le architetture moderniste di tutto il mondo.
Per esempio, tra i progetti finanziati in questa edizione, troviamo anche il Buzludzha Monument, in Bulgaria, sul Passo Shipka della catena montuosa dei Balcani, un futuristico monumento di ispirazione brutalista, costruito da Georgi Stoilov nel 1981, per commemorare il 90mo anniversario della fondazione del partito socialista bulgaro. E poi, una avveniristica stazione ferroviaria degli anni ’60, in Mozambico, il Laboratorio della Facoltà di Tecnologia Chimica presso l’Università di Kaunas, in Lituania, e il Museo Nazionale a Kampala, in Uganda. Qui potete dare un’occhiata a tutti i progetti vincitori di quest’anno.
In alto: Torino Esposizioni, Hall B (1948), stato attuale. Foto per gentile concessione di Fabio Oggero e PLN Project

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