Categorie: Speednews

La Grande Guerra al teatro Valli di Reggio Emilia, con la firma di Roberto Paci Dalò. E una dedica a Paolo Rosa, sul “Grande Bianco”

di - 26 Settembre 2014
È dedicato alla memoria di Paolo Rosa, e ha come soggetto la Grande Guerra il nuovo lavoro di Roberto Paci Dalò, Il Grande Bianco, che viene presentato in prima assoluta domani sera al Teatro Valli di Reggio Emilia, all’interno del Festival Aperto.
L’artista italiano ha completamente ridisegnato l’allestimento di quello che è considerato uno dei teatri più belli d’Italia per creare uno spettacolo ibrido e itinerante che investiga le infinite possibilità sceniche e percettive di un luogo così particolare.
Canti alpini trasfigurati in chiave contemporanea, silenzi e grandi esplosioni e tutti gli elementi storici che hanno connotato la prima guerra mondiale, detta anche “di trincea”, faranno muovere gli spettatori tra vòlte stellate grandi quanto il teatro stesso, fumo, luci e trincee, ospedali da campo, mappe, campane, sirene, musica elettronica dal vivo, tra oggetti e senza esattamente conoscere dove saranno gli interpreti dello spettacolo, dislocati nell’intero spazio.
Paci Dalò creerà insomma una riflessione sulla Prima Guerra mondiale a partire da uno degli elementi chiave dell’intero conflitto: il sentimento dell’attesa, con le Alpi a fare da scenografia ormai “mitica” a un conflitto che colse quasi tutti di sorpresa e provocato reazioni particolari, come le diserzioni di massa. Nella Reggio Emilia dal ricordo partigiano, insomma, si torna ancora più indietro nel tempo, annullando la retorica per inoltrarsi piuttosto in un territorio ambientale rarefatto. E dove la vastità è custodita in un dettaglio.

Visualizza commenti

  • PUTTANATE?: la Grande Guerra merita più rispetto. Cosa c'entrano i partigiani??? Dedichiamo più riconoscenza per chi ci è morto e per quelli che, comunque, la hanno sofferta. In silenzio e con rimembranza per tutti coloro che, nel bene e nel male, la hanno vissuta. E poi sono stati traditi nella famosa conferenza di pace che ne è seguita.

  • Caro Carlo, perdoni ma non ci sembra proprio di aver mancato di rispetto a nessun tragico evento storico, anzi. Saluti

Articoli recenti

  • Cinema

Prima di Cime Tempestose, era l’adattamento di Frankenstein a dividere il pubblico in due

Con Jacob Elordi (ancora) nel ruolo di protagonista, e un dibattito che non riguarda (o non dovrebbe riguardare) la fedeltà…

22 Febbraio 2026 16:32
  • Design

Fino a dove può spingersi il corpo umano? La risposta è nel design

200 oggetti tra esoscheletri, tute aerodinamiche e geometrie calibrate sono in mostra alla Triennale di Milano fino al 22 marzo,…

22 Febbraio 2026 16:11
  • Arte contemporanea

Giorgio Morandi incontra Etel Adnan: dialoghi cromatici tra forma e intensità emotiva

Al Museo Morandi di Bologna, la mostra esplora le connessioni tra due artisti che condividono rigore formale, liricità e visione…

22 Febbraio 2026 16:00
  • Mostre

Per Vincenzo Schillaci, l’arte raccoglie il segno di un movimento perpetuo

Alla Fondazione La Rocca di Pescara, Vincenzo Schillaci presenta 20 opere inedite, tra stratificazioni pittoriche e nuclei in bronzo, per…

22 Febbraio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #193, altre forme di identità culturali e pubbliche: Anna Karvounari

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

22 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02