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La guerra dell’OxyContin. Nan Goldin porta la protesta contro gli oppioidi allo Smithsonian

di - 1 Maggio 2018
Una folla di manifestanti guidata da Nan Goldin si è riunita, giovedì scorso, all’ingresso della Arthur M. Sackler Gallery, che fa parte dello Smithsonian Institution di Washington. La protesta è stata a dir poco veemente, con tanto di cori e cartelli contro la famiglia Sackler, la cui società farmaceutica, la Purdue Pharma, è la produttrice dell’OxyContin, fermaco derivante dall’ossicodone, un oppioide con potenza simile alla morfina e con un alto tasso di dipendenza.
Secondo recenti studi del Centers for Disease Control and Prevention, il più importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, sono 2 milioni e mezzo gli americani affetti da disturbi e dipendenza da oppioidi regolarmente prescritti e l’OxyContin risulta tra le voci principali. Una guerra dell’oppio che, a Nan Goldin, ricorda quella dell’eroina, la cui tetra ombra appare molto spesso nelle sue toccanti fotografie. «L’aids ha spazzato via tutti e non possiamo permettere di perdere un’altra generazione. È ora di iniziare ad affrontare le cause di questo dolore, prima che muoiano altre persone», ha detto l’artista durante un convegno con i senatori Elizabeth Warren e Elijah Cummings, promotori di un disegno di legge, redatto sulla scorta di quello già approvato nel 1990 per contrastare la piaga dell’aids, che assegnerebbe 100 miliardi di dollari in dieci anni, per affrontare la crisi da oppioidi.
Alla protesta alle porte della Sackler Gallery, fondata nel 1982 in seguito alla donazione di Arthur M. Sackler, psichiatra e pioniere del marketing farmaceutico, hanno partecipato i membri del PAIN-Prescription Addiction Intervention Now, un gruppo fondato dalla stessa Goldin nel 2018, che hanno anche riempito la fontana del museo e la tromba delle scale con migliaia di flaconi vuoti.
E non è la prima volta che Goldin guida la sua battaglia, già a marzo aveva organizzato una protesta alla Sackler Wing, un’ala del Metropolitan Museum che ospita alcune opere della collezione della famiglia. Mentre alcune settimane fa, al Tribeca Film Festival, tentò di intervenire durante la proiezione di It’s a Hard Truth Ain’t It, documentario diretto da Madeleine Sackler, la nipote del cofondatore di Purdue Pharma, Raymond Sackler, venendo però bloccata dalla sicurezza.
A gennaio, in una intervista rilasciata, Goldin ha anche rivelato di essere diventata dipendente da OxyContin, regolarmente prescritto a seguito di un intervento chirurgico.
In alto: Self-Portrait 1st Time on Oxy, Berlin, 2014. Credit Nan Goldin/Artforum

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