Il 26 settembre scorso, il critico Guido Curto -giornalista abituale della testata– firma un articolo (Meglio le Ogr, il titolo) dove denuncia la rimozione delle opere del Novecento -ospitate nella Manica Lunga della Gam- sino alla fine (marzo 2004) della mostra sull’Africa. Curto pone il problema dell’inadeguatezza degli spazi della GAM, specie per le grandi mostre temporanee. Chiudendo l’intervento, scrive: “La soluzione a tutto questo c’è ed è -a onor del vero- una vecchia idea di Fiorenzo Alfieri (Assessore alla Cultura del Comune di Torino) . Bisogna trasformare in un grande Centro Mostre le ex Ogr, le dismesse Officine Grandi Riparazioni ferroviarie…”.
La risposta non è tardata: sul numero del 3 ottobre -due giorni dopo il vernissage di Africa- ecco la lunga lettera di Fiorenzo Alfieri. L’incipit è francamente inspiegabile: “Guido Curto […] svolge un ragionamento che non so dove voglia andare a parare“.
Insomma, se conosciamo un poco Torino e il suo tasso di piccoli malcontenti, questo è solo l’inizio…
E intanto il Novecento è sparito per mesi, per lasciar spazio a una mostra che con il Trocadero d’antan ha poco a che spartire. (marco enrico giacomelli)
[exibart]
Quindici anni di attività dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…
Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…
L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…
Arte contemporanea, cinema e nuove tecnologie: tutte le mostre e gli appuntamenti estivi di Fondazione Prada a Milano e Venezia,…
Il 23 giugno, la casa d'aste Fidelis Auctions presenterà a Bologna una vendita d'arte moderna e contemporanea impreziosita da due…
Visualizza commenti
Ma Torino non era la "capitale" dell'arte contemporanea?
Perché no all'arte africana?
caro Curto, qualsiasi cosa pur di non vedere
le "opere" in permanenza dei sopravvalutati
"bricoleur" dell'Arte Povera!