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La piramide di Mauro Staccioli, il grido di Antonio Presti e un Rito della Luce silenzioso e arrabbiato. Contro chi brucia la Sicilia, e chi non la difende

di - 26 Giugno 2016
Anche oggi il Rito della Luce si è compiuto in Sicilia, ai piedi della Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli, parte del parco della Fiumara d’Arte di Castel di Tusa, opera di Antonio Presti.
Ma qualcosa non è andato per il verso giusto: migliaia di persone si sono ritrovate al sito, ma quasi in una veglia funebre per l’area circostante, devastata dagli incendi che in questi giorni hanno messo a ferro e fuoco la Sicilia.
«Chi non sa difendere la propria terra, non ha alcun diritto di abitarla. E non mi riferisco solo a chi brucia, ma anche a chi non capisce che deve impedirlo: non è degna di essere definita tale, una classe politica che non riesce a creare i presupposti di una tutela del territorio, facendo diventare il fuoco, un affare. Ci sono uomini che accendono fuochi di morte e distruzione, ce ne sono altri che di quel fuoco scelgono la potenza della conoscenza. E oggi, come atto di devozione alla bellezza, stendiamo garze bianche sulla terra ferita. La Fondazione Fiumara d’arte si impegna a piantare, insieme ai bambini delle scuole del territorio, cento alberi; per consegnare loro il valore dell’impegno e soprattutto la potenza della trasformazione che passa sempre dalla consapevolezza», ha detto Presti, che ha visto radunarsi qui artisti, ballerini,  musicisti. Un popolo vestito di bianco, fantasmi sul nero della terra, con la piramide a far da sfondo a questa preghiera arrabbiata.
«Ringrazio Antonio Presti che ha trasformato la data più importante di Motta d’Affermo, il Rito della Luce – dice il sindaco del paese Nunzio Marinaro -, in una giornata di riflessione sui diritti di cittadinanza che i piromani vogliono distruggere. E con essi, la libertà. Penso che la voce autorevole di Presti sarà di grande impatto e aiuterà noi amministratori a farci sentire».
Perché oltre allo stato di calamità, c’è anche una sorta di beffa del fuoco (anzi, di chi lo appicca) all’arte: la prima scultura restaurata del parco, Energia Mediterranea di Antonio di Palma, per colpa del fuoco necessiterà di un nuovo intervento. E che sia di monito per tutti.

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