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La politica culturale italiana alla gogna su ‘Le Monde’

di - 13 Febbraio 2002

Una lunga intervista a Sgarbi, un articolo che mette di fatto alla berlina la politica artistica del nostro paese prendendo come spunto gli strali di Moretti contro Berlusconi, un pezzo che rivanga i litigi tra il sottosegretario e Jannis Kounellis, cui seguì il rifiuto di quest’ultimo a donare un’opera al Museo di Capodimonte di Napoli.
Ecco tutti gli elementi per una gogna in piena regola orchestrata da ‘Le Monde’ contro il governo italiano.
Lungi da noi ogni presa di posizione in difesa del governo Berlusconi, che giudichiamo volta per volta, senza pregiudizi, e sui singoli progetti. Detto questo, però, c’è da sottolineare qualche anomalia da parte del prestigioso quotidiano d’oltralpe diretto da Jean-Marie Colombani. Ma vediamo punto per punto.
Innanzitutto la foto di Nanni Moretti a Piazza Navona nel noto discorso di qualche giorno fa, è accompagnata da una didascalia che recita il cineasta italiano nel suo discorso contro Silvio Berlusconi. Ma il grande clamore attorno a quell’arringa è o non è nato perché il regista ha accusato duramente la dirigenza ulivista? Altro che Berlusconi!
Passiamo oltre: in un lungo articolo si decantano i disastri della vita artistica italiana: se sul teatro e la drammaturgia non ci pronunciamo perché non è il nostro ambito, lo facciamo per quanto riguarda le arti visive. Nel pezzo a firma Catherine Bédarida di si accusa in maniera insistita (anche attraverso dichiarazioni di artisti importanti come il romano Pizzi Cannella o il torinese Pier Paolo Calzolari) la latitanza dello stato dagli investimenti in arte contemporanea. Ci pare curioso che questo discorso provenga proprio da Parigi, ex capitale dell’arte contemporanea di cento anni fa ed oggi simbolo della scarsissima vivacità nella promozione e nella proposta di nuove tendenze cui è vittima la Francia tutta. I cugini dovrebbero poi ricordare che molti esperti ed analisti giudicano l’attuale desolante situazione francese come conseguenza dell’eccessivo attivistmo artistico mitterandiano durante gli anni Ottanta.
Su ‘Le Monde’ una vera inchiesta costruttiva o un modo come un altro per gettar fango sull’Italia? (m.t.)

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