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La realtà liquida delle idee, tra arte e tecnologia. Alla reggia di Caserta, arriva Cyfest |

di - 23 Giugno 2018
Grande evento culturale alla Reggia di Caserta, con la conferenza stampa e la presentazione di Cyfest (Cyberfest), un festival all’insegna della riflessione, dell’interazione e della tecnologia. Progettato dal Cyland Media Art Lab di San Pietroburgo, si svolge per la prima volta in Italia, dal 22 giugno al primo luglio, per la sua tappa conclusiva, dopo essere stato presentato a San Pietroburgo, New York, Pechino e Brighton. L’evento, trasferito di anno in anno in diversi Paesi, includendo nella mostra artisti locali, rappresenta un ponte tra il Museo Ermitage di San Pietroburgo e la sede finale della Reggia di Caserta. Giunta alla sua XI edizione, la rassegna internazionale, a cura di Anna Frants, Elena Gubanova e Isabella Indolfi, mette in dialogo artisti italiani e russi, attraverso installazioni interattive e cinetiche, video proiezioni e intelligenze artificiali. La rassegna nasce dall’invito agli artisti a misurarsi con l’influenza della tecnologia sulla vita.
Alla conferenza stampa nel foyer del Teatro di Corte sono intervenuti Mauro Felicori, direttore del Museo Reggia di Caserta, ed Elena Gubanova e Isabella Indolfi, mentre nelle Retrostanze del ‘700, gli appartamenti nobili della Reggia, sono state presentate le opere di Anna Frants, Donato Piccolo, Alexandra Dementieva, Licia Galizia e Michelangelo Lupone, Elena Gubanova e Ivan Govorkov, Franz Cerami, Daniele Spanò, Aleksey Grachev e Sergey Komarov, Maurizio Chiantone. Tredici artisti che si misurano con il tema “Weather Forecast: Digital cloudiness”, Previsioni del tempo: Nuvolosità digitale. Alcune opere d’arte presenti a questa rassegna sono state create appositamente per l’esposizione di Caserta.
«La mostra è concepita come un percorso tra i grandi cambiamenti contemporanei – ha spiegato Indolfi – che sia il clima, la società, la stessa comunicazione dell’essere umano. I grandi cambiamenti hanno permeato e travolto tutti gli aspetti consueti e concreti della realtà, la cui rappresentazione è mutata attraverso le nuove tecnologie». Viviamo in una società complessa e in continua evoluzione, la realtà della “simulazione significante”, una seconda realtà parallela e sovrapposta a quella reale, essenzialmente fluida e apparentemente immateriale. In questa dimensione, anche l’arte è costretta a fare i conti con le nuove problematiche globali della tecnologia e della realtà interattiva e virtuale, che stanno modificando radicalmente il nostro concetto consueto di realtà e anche la stessa fruizione dell’opera.
Nelle sale della Reggia di Caserta, le opere d’arte del Cyfest permangono volutamente in attrito con l’ambiente barocco che li ospita, il presente dell’arte s’incontra con il passato e diventa suggestione e riflessione sui grandi temi della natura, della vita, di ciò che si può chiamarsi ancora “reale”. Un viaggio decisamente transitorio e trascorrente tra visioni distorte del presente, del futuro e del passato, che si rincorrono e si relazionano nello spazio ambientale per modificarlo e investirlo di nuovi significati. Come si può percepire in Caelum, videoproiezione di Daniele Spanò che squarcia il soffitto della prima sala «con un cielo schizofrenico, dove immagini rassicuranti si alternano randomicamente a immagini di catastrofi naturali». Oppure, il raccontare di come la tradizione può essere falsata dai disturbi digitali in Sleeper opera multimediale di Alexandra Dementieva. Insomma, La mostra ci parla di una società ibrida, rilevata per visioni frammentate, con la presenza dell’uomo che lentamente si adatta e si lascia modellare dalle mani della tecnologia, come è visibile in Thinking the Unthinkable, interessante opera presentata da Donato Piccolo, visibile nella seconda sala, che riflette sull’esistenza dell’essere umano dissociato. «La testa capovolta – dice l’artista – ha un che di duchampiano e produce un paradosso logico che disorienta lo spettatore invitandolo a cambiare prospettiva nei confronti dell’intelligenza artificiale e dell’arte in sé».
Di sicuro, il tempo ci è sfuggito di mano e l’intelligenza artificiale si può permettere ora di riflettere vanitosa negli specchi occulti e anonimi del presente. Una problematica certamente di grande fascino e interesse che nasce dalla convinzione di una logica e consapevole riflessione sui problemi concreti che attanagliano la nostra anonima e fragile società. (Sandro Bongiani)
In home: Donato Piccolo, Thinking the unthinkable
In alto: Elena Gubanova, Ivan Govorkov, Dialogue

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