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La Sala delle Asse del Castello Sforzesco riapre con i disegni inediti di Leonardo

di - 16 Maggio 2019
Da oggi, Milano apre ufficialmente le celebrazioni per il cinquecentenario dalla morte di Leonardo da Vinci, con la presentazione della Sala delle Asse al Castello Sforzesco, davanti a un pubblico curiosissimo di scoprire i disegni preparatori tracciati sui muri ed emersi durante i sei anni di restauro. La Sala sarà visitabile per otto mesi e poi verrà di nuovo chiusa, per continuare i restauri.
Di anni ne sono passati 120, dal primo intervento di recupero della Sala e questo ultimo lavoro ha portato alla luce dettagli sorprendenti e attribuibili a Leonardo, che hanno emozionato anche gli esperti. Il sovrintendente del Castello, Claudio Salsi, e la conservatrice Francesca Tasso, che ha seguito il cantiere del restauro, hanno evidenziato il valore della scoperta di un inedito Leonardo, che sarà spiegato al pubblico attraverso una installazione multimediale, Sotto l’ombra del Moro, che racconta la genesi dell’opera e la storia del Castello.
Lasciano senza fiato i disegni di Leonardo e dei suoi seguaci, dedicati a soggetti naturali in sala dei Ducali. Nella sala delle Armi si trova poi un altro video, che porta il visitatore a vivere l’esperienza di un viaggio nella Milano del 1512. All’esterno del cortile, è comparsa La Pergola di Leonardo, una scenografica riproduzione in scala 1:2, con autentici alberi di gelso, della Pergola dipinta da Leonardo nella volta della Sala delle Asse. Nel cortile della Rocchetta – la parte del Castello dove dimorava l’amante del duca, Cecilia Gallerani, ritratta da Leonardo nella Dama con l ‘ermellino – si trovano i manoscritti medioevali e rinascimentali da sfogliare virtualmente, per entrare nel vivo del Codice Trivulziano.
Il viaggio immaginario nella Milano rinascimentale si chiude nelle sale in cui si trova la Raccolta Bertarelli, dove sono ospitate incisioni di Federica Galli sul tema sempre verde degli alberi monumentali, perché dove c’è un albero c’è la speranza di un mondo migliore. Incanta il Monocromo attributo a Leonardo, come rivela una testimonianza scritta il 21 apre del 1498 dal segretario ducale Gualtiero Bescapè a Ludovico il Moro. L’attribuzione avvenne solo negli anni Cinquanta, durante un restauro integrativo della decorazione della volta, perché inizialmente era stato ritenuto un progetto pittorico originario che occupava tutto il soffitto della Sala.
Il cantiere è stato avviato nel 2013 per iniziativa del Castello e sospeso in occasione di Expo 2015. Sotto 13 strati di intonaco, ritrovare e ammirare i disegni inediti di Leonardo è davvero un’esperienza emozionante, che rivela la modernità del genio toscano, con tronchi, rami e paesaggi lombardi all’orizzonte, vibranti di quell’effetto atmosferico tipicamente leonardesco, palpabile e fresco come l’aria. (Jacqueline Ceresoli)

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