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La scultura è una lotta con la materia. Theaster Gates vince il Nasher Prize 2018

di - 9 Ottobre 2017
Va a Theaster Gates il Nasher Prize 2018, riconoscimento giunto alla terza edizione e ormai annoverato tra i più ambiti nel campo della scultura, conferito dal Nasher Sculpture Center, museo di Dallas che ospita la ricchissima collezione dei fratelli Nasher, costituita da opere di Constantin Brâncuși, Alexander Calder, Raymond Duchamp-Villon, Alberto Giacometti, Claes Oldenburg, Auguste Rodin, Richard Serra, tra i molti altri.
«Theaster Gates dimostra come un artista può farsi carico di una responsabilità civile molto forte e tradurla, da un lato, in azione sociale, dall’altro, in uno straordinario progetto artistico», ha motivato Hou Hanru, direttore artistico del MAXXI e tra i membri della giuria, composta da un pool di artisti, curatori e direttori di musei come Phyllida Barlow, Huma Bhabha, Pablo León de la Barra, Lynne Cooke, Okwui Enwezor, Yuko Hasegawa, Alexander Potts e Nicholas Serota.
È un momento speciale per Gates, che negli ultimi anni si è aggiudicato anche altre importanti menzioni, come l’Artes Mundi, nel 2015, e il Kurt Schwitter Prize, nel 2016. La sua ricerca si è sempre concentrata sull’ibridazione di diversi linguaggi, tra scultura, pittura, musica, performance, architettura, in funzione di un’interazione tra le persone, i gruppi sociali, e l’opera, in qualunque forma essa possa essere concepita, da Plate convergence, mostra organizzata nel 2007 a Hyde Park con le opere dello scultore e ceramista Shoji Yamaguchi, rivelatosi poi un personaggio di fantasia, all’installazione da un milione di dollari per il terminal della metropolitana di Chicago. «La scultura è un modo per muoversi tra i materiali, per combattere con i materiali. L’obiettivo del mio lavoro è portare l’attenzione alle cose che non hanno avuto attenzione per lungo tempo», ha detto l’artista, che userà i 100mila dollari del premio per avviare un progetto editoriale, partendo dall’acquisizione di un antico modello di stampa.

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