A Padova la collezione Anna e Giorgio Fasol a confronto con la Fondazione Alberto Peruzzo

di - 25 Gennaio 2026

A Padova, nell’antica cornice di Sant’Agnese, un edificio del XII secolo restituito alla città come spazio d’arte, prende forma una mostra intitolata Qui e Ora: due collezioni nello spirito del tempo, che fino al 12 aprile metterà a confronto due raccolte dalla sensibilità diversa ma affine: la Collezione AGIVERONA di Anna e Giorgio Fasol e la Collezione della Fondazione Alberto Peruzzo.

Qui e Ora Fondazione Peruzzo. Ph © Ugo Carmeni, 2025

Entrando, ci si trova nella navata principale e si viene subito accolti dalle opere della Collezione AGIVERONA: le opere di Nari Ward, Giovanni Ozzola, Jacopo Mazzonelli, Vincenzo Castella, Serena Vestrucci, Ivan Moudov e Diango Hernández popolano lo spazio con presenze autonome che però risuonano con la storia dell’edificio. Qui il sacro si presenta come tensione interiore, il tempo come flusso non lineare, la percezione come scelta attiva: vedere diventa partecipare. Un segnale di Stop si accascia su una sedia; è l’opera Tired Stop di Diango Hernández, che chiede di fermarsi un attimo, una pausa riflessiva dove la vita scorre incessantemente e spesso ci dimentichiamo di rallentare. Lo schermo appena a fianco cattura l’attenzione: Performing Time di Ivan Moudov mette in questione la soggettività del tempo, trasformando la durata in scelta personale. Collocata dentro una chiesa sconsacrata, l’opera rinforza l’interrogativo su come significhi oggi vivere nel presente.

Diango Hernández, Tired stop, 2008, sedia e segnale stradale, 178x65x50 cm. Courtesy Collezione AGIVERONA

Passando nell’ex sacrestia, come in un viaggio nel tempo, la Collezione Peruzzo trasporta il visitatore nel Novecento. Artisti storicizzati della portata di Chagall, de Chirico, Nitsch, Jenkins, Kounellis, Indiana e Garutti segnano tappe di un itinerario che intreccia il passato col presente. Le opere, potenti e ruvide, lievi e commoventi, tendono un filo sottile che unisce i due mondi, passato e presente, svelando un’eredità del secolo scorso che amplia la riflessione sulla sacralità come esperienza condivisa. Un testo critico accompagna la mostra; a scriverlo è Marco Meneguzzo, critico d’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Alberto Garutti, Orizzonte #1, 1987-2014, vetro dipinto in bianco e nero, 50×80 cm. Foto: Marco Magliani
Jannis Kounellis, Senza titolo, 1988, ferro, sacchi di juta e vernice di minio, 200 x 180 x 15 cm. Foto: Mattia Mognetti

Tra le sue osservazioni troviamo: «La mostra offre molteplici punti di vista da cui considerare non soltanto la pratica artistica, ma anche quella collezionistica e il significato stesso di collocare l’opera in contesti storici e sacri come questo». L’allestimento sfrutta luce, silenzio e architettura per guidare il visitatore in una sosta contemplativa. Le opere non riempiono semplicemente lo spazio, lo abitano, invitando a rallentare e a sperimentare una forma di meditazione estetica, dove lo sguardo diventa pratica esistenziale. La Fondazione Alberto Peruzzo pubblicherà un Quaderno, un volume di approfondimento con testi critici dedicati alla mostra.

Qui e Ora Fondazione Peruzzo. Ph © Ugo Carmeni, 2025

Articoli recenti

  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna all’asta dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerà al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28
  • Mostre

Barocco in metamorfosi: la resilienza del vivente di Aldo Salucci

"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…

8 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Dietro le linee di Mondrian: il restauro accende una nuova luce su un capolavoro

Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…

8 Giugno 2026 16:30
  • Fotografia

Il MAST di Bologna dedica una grande retrospettiva ai maestri della fotografia industriale Bernd e Hilla Becher

La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso più di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…

8 Giugno 2026 16:24
  • Musei

MAXXI Roma: si chiude dopo tre anni il mandato di Francesco Stocchi

Nominato nel 2023, Francesco Stocchi concluderà a fine giugno il suo mandato alla direzione artistica del MAXXI di Roma: le…

8 Giugno 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un archivio della notte queer italiana: Sabato De Sarno cura la mostra di Ambrosia Fortuna al PAC

Ambrosia Fortuna racconta oltre dieci anni di comunità queer e drag tra Milano e Napoli attraverso fotografie, video e memorie…

8 Giugno 2026 14:30