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La semplicità dell’opera totale. Le Sinfonie di Cristiano Petrucci al Vetrya Campus di Orvieto

di - 30 Giugno 2019
Inaugurata lo scorso 16 maggio, presso Vetrya Corporate Campus, a Orvieto, la personale di Cristiano Petrucci, “Unfinished Simphony”, a cura di Davide Sarchioni e realizzata dalla Fondazione Luca e Katia Tomassini, da tempo impegnata nella promozione della ricerca e della cultura, in collaborazione con TerraMedia® e LaDi Art di Isaco Praxolu, è un chiaro e convincente esempio dell’alta qualità raggiungibile grazie a un’efficiente sinergia fra professionalità diverse ma unite da una visione condivisa.
L’evento porta in mostra progetti elaborati proprio per questa precisa occasione, perciò estremamente connotati, dove l’artista, fra le due tipologie di lavori proposti ma comunque spontaneamente riconducibili a una stessa linea di ricerca, ha delineato un’operazione site-specific appositamente pensata per il luogo ospitante. Nella sua realizzazione, l’autore si è concentrato sulla calibrazione dell’interazione fra una pluralità di fattori e stimoli visivi quali forma, luce, colore e suono, combinandoli nell’unisono di una medesima opera in grado, relazionandosi con lo spazio, di far convergere tutto ciò in un’esperienza percettiva totalizzante e immersiva.
Più nello specifico, i lavori presentati sono ottenuti attraverso l’esercizio su semplici palline da ping-pong in plastica di un meticoloso processo di cesellatura, tale da conferire loro sembianze inaspettate e quasi stranianti. Questo perché, oltre all’evidente originalità del binomio fra la tecnica scelta e il materiale/oggetto su cui essa va ad agire, la mano dell’artista si dimostra davvero abile nel modificarle fino al punto di far loro assumere morfologie evocanti, grazie a studiate composizioni, l’universo del microrganico e della biologia.
Si veda, a tal ragione, l’opera Batteri, dove il silenzioso pulsare della luce a led innerva il materiale come di un tenue afflato vitale attribuendogli, inoltre, un certo indice di enigmaticità. È nell’installazione Unfinished Simphony, intervento denotabile per la marcata vocazione interdisciplinare e da cui l’esposizione trae la titolazione in riferimento al componimento sonoro che la accompagna ideato da Michele Papa e ispirato alla celebre Incompiuta (Sinfonia n°8) di Franz Schubert, che è possibile osservare gli esiti più coinvolgenti e suggestivi dell’indagine di Petrucci. Qui, come anticipato, le teche che, monolitiche e frontali, accolgono gli assemblaggi oggettuali dell’autore, si rivelano nella loro apparenza di tessuti cellulari, agglomerati molecolari, impostando una completa coagenza con le sonorità e le cromie luminose che, percorrendoli, ne vivificano i corpi ampliandone le proprietà estetiche oltre i limiti fisici dei supporti, rapportandosi con l’ambiente circostante e giungendo a qualificarlo al pari di un’atmosfera vibrante e pervasiva.
Infine, tale molteplicità di strumenti espressivi riesce, coralmente, a istituire continue e affascinanti sovrapposizioni nella simultaneità di un solo memento percettivo.
“Cristiano Petrucci: Unfinished Simphony” è aperta al pubblico fino al 30 giugno; buona visita. (Davide Silvioli)

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