La storia e la scomparsa di Pietro. In una performance lucida e diretta, di Filippo M. Ceredi
Dopo venticinque anni, il fratello minore avvia una ricerca per conoscerlo e capire cosa lo portò alla decisione di sparire.
Filippo M. Ceredi (1982) vive a Milano dove si laurea in Filosofia. Da subito lavora tra video e teatro, tra l’altro come assistente di Marco Bechis e col Teatro delle Moire.
“Between me and P.” è la sua prima performance.
Quieto, silenzioso, precisa. Un fratello scomparso, un’indagine. Non c’è spazio per lacrimucce, solo per un computer, lo schermo, i fatti. Che l’autore ci racconta in ordine cronologico, frasi che appaiono sullo sfondo, brani di audio interviste, musica importante e un interno di Milano Nord in video.
Pietro viveva lì dentro.
Pietro leggeva molto.
Pietro di notte prendeva pasticche e leggeva ancora di più.
Pietro aveva fretta.
Pietro si confondeva volentieri tra le anime perse.
Pietro.
A 22 anni scompare e non se ne sa più niente. Chi cerca la sua storia è un mezzo fratello minore, che più di vent’anni dopo chiede spiegazioni in famiglia e trova una scatola. Foto, una Milano anni ’80 che conosciamo bene. Lettere. Ritagli di giornale, Israele e Palestina, terrorismo, Africa, sembra oggi. Libri, di quelli che non si possono non leggere. E i racconti degli amici, un ragazzo integro, estremo, poco inserito nel mondo. Il suo migliore amico ha appena passato 20 anni in India. Chissà se con lui mi chiedo.
Poi scopriamo le tristezze familiari, l’infanzia negata, in qualche modo i perché. Ma non ve li racconto perché questa performance così lucida e diretta va vista, distillata col proprio esserci e assimilata in silenzio. Non le manca proprio niente. (Marcella Vanzo)
repliche: sabato 3 marzo h 20.00 e domenica 4 marzo h.17.00, Zona K, via Spalato 11, Milano. www.zonak.it
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