Categorie: Speednews

L’alterità dimora ai Caraibi. Latini acefali, celebrities ed altre “Schweinerei” alla nona Berlin Biennale of Contemporary Art

di - 6 Giugno 2016
Una gigantesca Rihanna di cartone acefala ed in bikini accoglie i visitatori della nona edizione della Berlin Biennale – uno dei most wanted tra le kermesse dell’arte contemporanea, fresco di vernice ed in corso fino al prossimo 18 settembre – ammiccando dal suo décolleté nel cortile del KW Institute for Contemporary Art di Berlino.
Ewaipanoma (Rihanna) (2016), dell’artista colombiano Juan Sebastiàn Pelàez, è l’ultimo lavoro della serie di cartoni sagomati gargantueschi che ritraggono corpi umani senza testa, immortalati in pose atletiche, bikini sportivi, o mentre si lasciano fotografare in vistosi e lussuosi abiti da sera coi riflettori puntati. Le figure hanno la faccia surrealmente integrata nel torace. I soggetti sono presi in prestito da regine del pop e stelle del calcio di Caraibi e America Latina, ossia l’odierna élite del “Nuovo Mondo”.
Nelle sue sculture e nei suoi lavori bidimensionali, Juan Sebastiàn Pelàez esamina la convergenza o la frizione tra resistenza politica, social media e circolazione delle immagini nell’era del capitalismo avanzato. Pelàez adotta un approccio post-post-coloniale alla diffusione dell’immagine digitale, guardando alla circolazione dell’immagine contemporanea come ultimo paradigma di un sistema di mercato globale antico odierno, che perpetua la stessa Storia di sfruttamento e repressione. La leggerezza stilistica apparente delle sue installazioni ne contraddice la sostanza critica più profonda. Superficialmente, l’opera sembra commentare il fascino mostruoso nella “cultura delle celebrity” del culto del corpo connesso al trend della sua modificazione. Ma le radici dell’opera risiedono in realtà da qualche altra parte. Pelàez ha modellato le sue immagini sulla falsa riga di racconti e disegni di esploratori del Nuovo Mondo e del continente africano nel XXVII secolo come Sir Walter Raleigh, che, tornati a casa, hanno descritto i cosiddetti “Blemmyae”, nativi nudi senza testa e con il volto sul torso o, come nell’Otello di Shakespeare, “uomini le cui teste crescono al di sotto delle spalle”. L’opera connette gli stereotipi globali degli immaginari e delle proiezioni dell’alterità agli abitanti odierni dell’America Latina, assestando un vero e proprio gancio umoristico al mito maniacale onnipresente dell’esotismo ed alle sue derive distorte. (Silvia Eleonora Longo e Marica Rizzato Naressi)

Articoli recenti

  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua eredità nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profondità…

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilità affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Le regole di Sophie Taeuber-Arp per ripensare l’astrazione: la mostra a Parigi

Curve, cerchi e linee ondulate, al centro della mostra che la sede parigina di Hauser & Wirth dedica Sophie Taeuber-Arp:…

9 Febbraio 2026 11:30