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L’arte al lavoro. Ecco chi sono i cinque finalisti del Premio promosso dal Gruppo Hdrà

di - 19 Marzo 2019
Silvia Celeste Calcagno, Fabio Giorgi Alberti, Marta Mancini, Giuseppe Pietroniro e Corrado Sassi. Sono gli artisti selezionati per concorrere alla terza edizione de “L’Arte che Accadrà”, il premio curato da Valentina Ciarallo e dedicato ai migliori talenti italiani promosso da Hdrà, gruppo di comunicazione guidato da Mauro Luchetti e Marco Forlani. Le loro opere saranno in mostra da giovedì, 21 marzo, in un percorso espositivo che si snoderà all’interno delle sale di Palazzo Fiano, splendido edificio quattrocentesco nel cuore di Roma e sede di Hdrà. Per sapere il nome del vincitore dell’edizione 2019, dovremo aspettare la chiusura della mostra, il 22 maggio.
Sostenere l’arte contemporanea italiana e costruire, anno dopo anno, una collezione permanente del gruppo sono gli obiettivi del progetto. L’opera vincitrice, infatti, sarà acquistata da Hdrà e si aggiungerà a quelle di Marco Raparelli e Matteo Nasini, vincitori delle precedenti edizioni. E a decidere sarà una giuria composta dai 150 dipendenti, che per due mesi saranno a stretto contatto con le opere, allestite all’interno del loro ambiente lavorativo, la cui stratificazione storica e artistica è ben evidente, per esempio, con gli affreschi del Salone risalenti alla metà del Seicento. «È una modalità di condivisione e di partecipazione collettiva, che ha l’intento di allargare i confini della fruizione di queste forme di espressione a un pubblico eterogeneo, più ampio e meno esperto di chi frequenta abitualmente musei e gallerie, ma certamente altrettanto curioso e ricco di capacità critica. Con questa iniziativa, però, vogliamo anche coinvolgere tutti coloro che fanno parte del nostro gruppo, stimolando un senso di condivisione e di orgoglio aziendale», ha spiegato Luchetti.
Ma chi sono i finalisti? Silvia Celeste Calcagno ha rielaborato una sua opera, Just lily, per gli spazi di Palazzo Fiano, trasformati in una stanza dei ricordi. Le immagini sono impresse su grès sulle pareti attraverso la tecnica sperimentale della fotoceramica fireprinting, ideata e brevettata dell’artista, dove la fusione tra materia e fotografia si compie attraverso la sublimazione della cottura. Fabio Giorgi Alberti utilizza vari media come la scultura, la pittura, il disegno, il video, la parola. Per Hdrà, luogo dedicato alla comunicazione, ha immaginato un percorso tra le parole ma la ricerca inizia dal suo corpo in connessione con lo spazio. L’opera di Marta Mancini è il risultato, ottenuto per sottrazione, di un processo intuitivo, tra l’apparenza della casualità e il dinamismo ragionato. Micro forme primordiali che si ingrandiscono nell’occhio dello spettatore e si rincorrono fluttuando sulla tela.
Giuseppe Pietroniro parte da un’analisi concettuale della realtà, utilizzando linguaggi eterogenei, dalla fotografia al disegno, dal collage all’installazione fino alla pittura. Per lo spazio Hdrà saranno esposti in anteprima dei mini-modelli, bozzetti preparatori di grandi installazioni, piccole architetture surreali, l’inizio di nuove forme. Sulla multidisciplinarità lavora anche Corrado Sassi. Con la serie degli arazzi, l’artista intreccia e sovrappone fotografie stampate su pvc a elementi figurativi, forme geometriche e astratte, seguendo il tema del viaggio.
In home: Fabio Giorgi Alberti, I believe I can fly, and I can, and I do, 2019, cm37x50, pigmenti, intonaco, cemento, ferro, courtesy l’artista
In alto: Silvia Celeste Calcagno, Just lily, 2017, ceramica – fireprinting ®, installazione, dimensioni variabili, courtesy l’artista

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